Un evento unico per la scuola!

Convegno Nazionale CPP martedì 31 agosto 2021 - online dalle 10.00 alle 18.00

A scuola con coraggio. Un metodo per scoprire il piacere di imparare

Intervengono: Daniele Novara, Alberto Oliverio, Milena Santerini, Bruno Tognolini, Laura Beltrami, Lorella Boccalini, Paola Cosolo Marangon, Emanuela Cusimano, Antonella Gorrino, Massimo Lussignoli, Vanja Paltrinieri, Elena Passerini, Laura Petrini, Marta Versiglia.


14 relatori e relatrici - 8 pedagogisti e pedagogiste - 4 interventi tematici - 6 applicativi pratici e concreti 

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"A scuola con coraggio" è un Convegno di servizio, pratico, rigoroso e operativo rivolto agli insegnanti finalmente visti come la vera risorsa della scuola di qualità.

Abbiamo bisogno di una nuova stagione della scuola dove maestri, insegnanti, pedagogisti e educatori siano valorizzati come professionisti dell’apprendimento, della crescita e dell’educazione. 

Il CPP, da 32 anni, è impegnato in questa sfida: dare agli insegnanti gli strumenti giusti per fare il proprio lavoro in maniera efficace e innovativa. 

Da sempre, il Metodo di Daniele Novara, pedagogista e fondatore del CPP, offre risposte concrete a questi bisogni.

Acquisire una competenza metodologica è fondamentale per sfruttare al meglio i tanti dispositivi che il CPP di Daniele Novara ha ideato nel corso della sua lunga esperienza.

Il Convegno diventa un’occasione per mettere a disposizione questo patrimonio e tradurlo in esempi e pratiche concrete. 

Vogliamo dare la possibilità reale di avere riferimenti precisi, sia dal punto di vista scientifico che didattico. 

Useremo lo stesso metodo che vi proponiamo di utilizzare con i vostri alunni per renderli protagonisti attivi del loro apprendimento e costruttori del loro progetto di crescita con la regia degli insegnanti.


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Relatori

Programma


Verranno presentati 6 applicativi pratici e concreti:

1) La situazione stimolo al posto della lezione frontale.

Costruire la situazione stimolo attiene alla capacità dell’insegnante di predisporre occasioni adatte all’età dei propri alunni, ma anche in grado di concretizzarsi in un effettivo processo di lavoro. È la fase più complessa del lavoro maieutico, perché individuare o cogliere una buona situazione stimolo permette di definire le condizioni giuste per l’attività del laboratorio maieutico. 
Avremo modo di osservarne alcune e vedremo come partire da uno stimolo adatto all’età degli alunni sia un passaggio decisivo per la riuscita del processo di apprendimento.

2) La prova d’opera iniziale per una vera valutazione evolutiva.

È una situazione progettata dall’insegnante e finalizzata a raccogliere i punti di partenza degli studenti.
La prova d’opera iniziale  è collegata alla realtà e permette di comprendere le modalità di apprendimento di ogni alunno in contesti quotidiani, non strettamente collegati ai contenuti. 
È caratterizzata dalla possibilità di far agire gli alunni e prevede un protocollo di registrazione .

3) Il mutuo insegnamento perché dai compagni si impara.

Il processo di imitazione è una delle condizioni che favorisce l’apprendimento. Bambini e ragazzi imparano meglio grazie al confronto con i loro compagni, al fare insieme e allo sperimentare in gruppo. Nel mutuo insegnamento l’alunno diventa protagonista dell’educazione in un’esperienza di aiuto reciproco. Presenteremo alcune situazioni dove i bambini imparano reciprocamente grazie all’ambiente predisposto dall’insegnante che assume la funzione strategica di regista del processo di apprendimento.

4) Il conflict corner per Litigare Bene.

Imparare a gestire i conflitti fin dall’infanzia, con il Metodo Litigare Bene, è possibile; il dispositivo pedagogico che sostiene i bambini nell’acquisizione di questa importantissima competenza è il Conflict Corner: uno spazio fisico all’interno dell’aula che aiuta i bambini a gestire le emozioni per favorire lo scambio delle versioni e la ricerca di un accordo.

5) La domanda maieutica sviluppa apprendimento.

È la domanda, non la risposta, che genera processi di apprendimento perché viene posta per conoscere qualcosa che non si conosce, non per controllare il sapere.
L’apprendimento non è quindi una questione di risposte esatte, ma di capacità applicative, ovvero di saper usare le conoscenze in un contesto operativo, concreto e reale.
Con la domanda maieutica gli insegnanti possono far emergere le risorse personali per costruire esperienze significative, per consentire agli alunni di imparare ciò che è necessario. 

6) A scuola per divertirsi: il gioco

A scuola si impara muovendosi e divertendosi. Il gioco domina la vita di ogni bambino ed è attraverso il gioco che si impara, diventando parte integrante dell’attività scolastica. C’è un intreccio, un incastro benefico tra scuola e gioco. 
Chi gioca non si distrae facilmente, non guarda intorno a sé, si immerge totalmente e ne diventa protagonista e compagno.
Giocando l’alunno consolida le proprie competenze cognitive, affettive e relazionali. Vedremo tanti spunti e tanti giochi da provare subito divertendosi assieme agli alunni.

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