L’approccio maieutico di Daniele Novara

È una modalità operativa e specifica orientata allo sviluppo del potenziale di apprendimento di ciascuna persona e gruppo, per "tirarne fuori" le risorse.

La parola chiave del metodo CPP è Maieutica.

Si tratta di una parola greca che significa “arte ostetrica” ovvero la capacità di far nascere, tirar fuori da sé elementi già presenti al proprio interno.
Socrate la usava in senso dialettico – so di non sapere- il metodo CPP la usa in senso più ampio, declinandola nella capacità di scoprire le risorse interne presenti in ognuno per scoprire cosa gli occorre per riconoscere e stare nei conflitti.

Come punti di riferimento dell’utilizzo della maieutica possiamo citare Maria Montessori (1870 – 1952). 

Maria Montessori si focalizzava sull’insegnamento attivo, il bambino era favorito nel suo apprendimento trovando dentro di sè le risorse che gli consentono di sentirsi competente. Sta al mondo adulto strutturare spazi e tempi, esperienze e occasioni feconde per far sì che tale apprendimento diventi possibile.

Altro riferimento (vero maestro di vita che ha collaborato negli anni Novanta con Daniele Novara) è Danilo Dolci (1924 – 1997).

Dolci ha impostato la sua azione educativa rivolta a bambini e adulti centrandosi sulla maieutica. Si trattava di una dialettica focalizzata sull’educazione come forma di ascolto. Il suo metodo è stato rivoluzionario perché ha consentito a ciascuno di tirar fuori le proprie capacità espressive e la propria creatività. Non dimentichiamo che Dolci faceva poetare persone analfabete in virtù della logica maieutica. Lo strumento principe con cui applicava la maieutica era la domanda.

Per meglio comprendere Dolci è interessante affidarsi ai suoi aforismi, ad esempio: “Ognuno cresce solo se sognato” oppure “Quale è il tuo sogno?”, frase che utilizzava per interpellare gli studenti delle scuole superiori in occasione dei vari viaggi che lo vedevano attraversare l’Italia. Utilizzava questa modalità uscendo da nozionismi o accademismi asfittici e metteva ognuno nella condizione di estrarre il proprio desiderio di creatività e realizzazione personale. Lui non conosceva mai le risposte alle domande che poneva, questa era la forza del suo metodo.

Paulo Freire (1921 - 1997), pedagogista brasiliano, ritrova una forte radice maieutica nel suo approccio alla pedagogia dell’oppresso. Il suo approccio problematizzante sottolineava l’importanza di costruire occasioni di dialogo e confronto al posto di imporre significati precotti. Sottolineava quanto l’apprendimento era strettamente collegato alla motivazione.

Il metodo utilizzato dal CPP, altamente antiprescrittivo, è una forma di avvicinamento progressivo a una consapevole metodologia maieutica. 

Ogni individuo può prendere coscienza delle proprie risorse per attivarle nella logica di una sostenibilità interna.

Nella stessa direzione si sviluppa la tematica specificamente legata al conflitto: in una logica maieutica lo scopo non è risolverlo, ma dare al soggetto o al gruppo una nuova capacità di lettura del problema.

Il diario dei conflitti è lo strumento maieutico per eccellenza.

A livello pedagogico il litigio viene visto come necessario momento di crescita. Non più episodio colpevolizzante come succede nella pedagogia tradizionale e moralistica, ma anzi valorizzato nel momento in cui viene gestito correttamente e diventa occasione per ognuno di presa di coscienza del proprio essere.

La maieutica dunque è, per il CPP, la capacità di porre domande, soffermarsi sulla propria sostenibilità interna per trovare forme originali e nuove per affrontare la conflittualità necessaria per imparare a stare al mondo.


Hai una domanda per lo Staff? Scrivi a info@cppp.it

Staff

Daniele Novara

Fondatore e direttore del CPP, pedagogista e autore

Pubblicazioni correlate

La grammatica dei conflitti

La grammatica dei conflitti suggerisce strumenti utili per leggere le situazioni conflittuali.

< Indietro
Maieutica
Iscriviti alla newsletter