L’amore non è bello se non è litigarello

La coppia che sa litigare bene è una coppia solida.

Proviamo per una volta a liberarci dell’immagine stereotipata del “cosa è coppia” e iniziamo semplicemente a dire che coppia è unione di due e proprio per questo ogni coppia, anche la più “normale” è portatrice sana di diversità.

Usciamo poi dal preconcetto che essere coppia significa, in prima battuta, perseguire il mito di armonia, di amore ideale privo di conflittualità. Il mito greco narra infatti che Armonia nacque dall’unione di Ares, dio delle battaglie più furiose, e Afrodite, dea dell’amore generativo e della bellezza. 

Abbandoniamo infine il pregiudizio che l’altro possa completarci e che sappia magicamente colmare i nostri vuoti e curare le nostre ferite infantili. 

Celebrare l’amore, così come molti scelgono di fare il giorno di San Valentino, significa soprattutto riconoscere che la costruzione di un amore è fatta anche di salite tortuose, ostacoli improvvisi e repentine frenate. 

Significa smettere di credere che l’altro debba rifornire narcisisticamente la nostra individualità per scoprire invece che la sfida più grande dello stare in coppia è utilizzare i conflitti per cambiare, prima di tutto se stessi. 

amore e gestione dei conflitti CPP

Quando incontriamo l’altro ne siamo attratti perché rappresenta per noi un amore idealizzato, desiderabile, perfetto. Proiettiamo sulla coppia i nostri bisogni più profondi, la nostra implicita aspettativa di risarcimento di antiche ferite e la speranza di riscatto dal nostro copione educativo.

L’idea che l’altro possa compensare e colmare le nostre mancanze si rivela un vero e proprio inganno con cui, prima o poi, ciascuno deve fare i conti. 

Se questo può funzionare nella fase iniziale dell’innamoramento scopriamo, nel tempo, che non è così che avviene la costruzione di un amore.

L’amore è fatto anche di mancanze e attese, di litigi e incomprensioni, di punti di vista profondamente diversi e improvvisi vuoti comunicativi. 

La coppia cresce e si nutre di ritardi e sorprese, di dimenticanze e dolci ricordi, di aspettative mancate e desideri fertili.

Essere in due significa darsi la possibilità di scoprire il proprio Io più autentico senza rinunciare all’altro, anzi, proprio a partire da ciò che il nostro amore ci mostra e ci obbliga a vedere. 

Ecco allora aprirsi la strada per imparare insieme ad affrontare i problemi senza accusarsi reciprocamente, per ascoltare in modo autentico ciò che l’altro dice, nello sforzo di comprendere senza incappare nel pretesto del letteralismo, sospendendo il bisogno di dare consigli non richiesti e ordini perentori ma scegliendo la strada della proposta e del “domandare per interesse”.

La vita in due è fatta anche di conflitti, non si tratta di negarli o averne paura ma di imparare a guardarli con spirito di conoscenza per poterli utilizzare e trasformare. 
Per iniziare insieme a costruire il proprio amore. 

“È grazie alla capacità di accettare che quando l’altro tira fuori delle divergenze sta facendo qualcosa che potrebbe essere utile alla coppia, e non sta semplicemente mettendo i bastoni fra le ruote, che si liberano tante energie positive. 
Non più la coppia preservata dal conflitto, ma la coppia salvata dal conflitto,
inteso come momento di vigilanza reciproca dei due partner per cogliere nuovi punti di vista. 
Il conflitto appartiene all’area dell’interesse reciproco profondo. 
La coppia che sa litigare bene è una coppia solida, che non ha paura di essere felice”.  
(D. Novara, Meglio dirsele, ed. Rizzoli)


Articolo di Laura Petrini, formatrice CPP (Centro psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti).
 

Staff

Laura Petrini

Formatrice e counselor

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