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Recensione “La costruzione dell’identità” (Anna Oliverio Ferraris)

È la sintesi del percorso identitario, mai concluso, mai finito, sempre in evoluzione

“La costruzione dell’identità è simile alla costruzione della memoria con cui va di pari passo, un impegno che dura tutta la vita “(pag159).

È la sintesi del percorso identitario, mai concluso, mai finito, sempre in evoluzione.

Non si può mai dire di aver raggiunto un’identità definita perché questa muta a seconda dei contesti, della famiglia di origine, delle letture e degli studi compiuti, degli incontri e del lavoro svolto. Tutte componenti imprescindibili che fanno di un individuo un unicum sempre necessariamente in relazione con l’altro e gli altri, elementi fondamentali di reciprocità.

Nel dettaglio l’autrice attraversa i vari step di questo percorso individuale e collettivo, partendo da quanto sia indispensabile costruire la propria identità, un involucro simile alla pelle che “ci delimita e ci consente di entrare in relazione con gli altri” (pag23).

Di grande interesse la parte sull’infanzia, da Bowlby a Spitz a Stern, si attraversano le varie fasi dell’individuazione di sé a partire dal quinto sesto mese. Per l’adolescenza, facendo appello a Tisseron ed Erickson, Oliverio Ferraris sottolinea quanto siano importanti il gruppo e i riti integrativi per fare quelle prove tecniche di identità tipiche di ragazzi e ragazze, si incontrano gli ostacoli fisiologici e quelli che partono dalle complessità del quotidiano.

Vengono poi affrontate le identità di genere e la vitale centralità del corpo:

“L’individualità ha inizio nel corpo e l’identità ha un forte ancoraggio in esso a partire dalla seconda metà del secondo anno di vita” (pag78).

Rilevante il capitolo sulle proprie radici messo in relazione soprattutto al mondo migratorio da cui spesso scaturiscono sia le crisi identitarie che i conflitti collettivi, uno fra tutti quello religioso.

L’ultimo capitolo è dedicato alle identità virtuali, nodo cruciale per chi impiega molto del suo tempo in rete o agganciato ai videogame.

Il testo è un ampliamento e aggiornamento dello studio “Ricerca dell’identità” (Giunti 2002). È consigliata la lettura e l’utilizzo sia per una maggior conoscenza individuale che come strumento di lavoro per educatori, insegnanti e chi si occupa delle relazioni di aiuto.


Recensione di Paola Cosolo Marangon pubblicata sulla rivista Conflitti n.2-2022

Staff

Paola Cosolo Marangon

Formatrice e consulente pedagogica

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