Né buoni né cattivi

L'alfabetizzazione al conflitto per una nuova cittadinanza

Convegno Nazionale CPP - 12 ottobre 2019 a Milano 

Informazioni

Il metodo per aiutare tutti a imparare

Fare in modo che ciascuno possa imparare in ogni situazione riuscendo a tirar fuori le proprie risorse.

Il CPP compie trent’anni e alcune riflessioni sono d’obbligo. Guardando indietro siamo grati a quanti hanno contribuito ad aiutarci a segnare una strada. Oggi, quello che ci caratterizza come istituto è l’aver lavo­rato su un metodo più che sui dei contenuti, un metodo che serve ad affrontare la vita imparando. L’apprendimento è la cifra del nostro la­voro: fare in modo che ciascuno possa imparare in ogni situazione, non solo i bambini, ma tutti, riuscendo a tirar fuori le proprie risorse.

I punti centrali del metodo CPP sono quattro.

Uno. Non cercare le risposte ma fare le giuste domande

Questo è l’elemento metodologico più importante: cercare la doman­da, non la risposta. Chi ha la fortuna di stare con i bambini, lo sa: fanno tantissime domande. “Da dove arriviamo? Perché bisogna dormire? Anche tu sei stato bambino?” La tentazione è quella di fornire risposte. Ma le domande dei bambini sono straordinariamente ricche di signifi­cati generativi e vanno restituite ai bambini: “Tu cosa ne pensi? Cosa ti è venuto in mente?” È l’indicazione che diamo ai genitori: coltivate le domande dei vostri figli.

In genere tutte le domande sono da coltivare, a patto che siano ma­ ieutiche, cioè chiedano davvero qualcosa che non si conosce. Le altre, le domande di controllo, non generano nulla. Il metodo CPP si fonda sul cambiare il paradigma di una cultura troppo centrata sulla risposta e sul controllo.

Due. Meglio imparare ad ascoltare che aspettare di essere ascoltati

È inutile pretendere che l’altro capisca, le parole sono scivolose e, a volte, sono troppe. È necessario smettere di chiedere o pretendere di essere ascoltati, meglio imparare ad ascoltare. Nel nostro lavoro di conulenza osserviamo quotidianamente come questa ricerca sia ineffica­ce. La proposta del CPP è di ribaltare la logica di questa dinamica. La nostra è una società sempre più suscettibile e permalosa: cambiare prospettiva è oggi estremamente utile se non addirittura necessario.

Terzo. Nel conflitto cerca sempre di imparare

Questo è uno dei capisaldi classici del metodo CPP. Il conflitto è un’espe­rienza faticosa, a volte dolorosa. Ma il conflitto è anche elemento essen­ziale del cambiamento e l’evoluzione si fonda sul cambiamento se ci si attiva per imparare. Imparare dai conflitti non è scontato ma è possibile. Ogni conflitto contiene un’anima rigenerativa, la possibilità di un nuovo inizio e di attivare nuove risorse. Per imparare dai conflitti, occorre assu­mere la fatica invece di sfuggirla. Come proponiamo nella formula “so­ stare nel conflitto” è questo ciò che permette un cambiamento.

Quarto. Non essere buono, non essere cattivo

Questo punto introduce ai temi dei Convegni che stiamo organizzando in questo 2019: quello di aprile "Dalla parte dei genitori", e soprattutto a quello di ottobre "Né buoni, né cattivi" sull’alfabetizzazione al conflitto. L’idea che ci guida è proporre un approccio che aiuti a riappropriarci dei codici educativi con cui siamo cresciuti, legati alla dipendenza in­ fantile, che ci impediscono di utilizzare appieno le nostre risorse. “Buono” o “cattivo” sono giudizi che derivano dall’infanzia da cui oc­corre liberarsi perché la crescita personale non è un’alleanza con l’edu­cazione ricevuta quanto piuttosto il suo superamento.

C’è una frase di Dolci, contenuta in Inventare il futuro, che mi sembra particolarmente significativa per racchiudere il senso del nostro lavoro:
“A non aspettarsi di trovare già pronti e a punto gli strumenti che ci so­no necessari, a costruirli appositamente giorno per giorno, e nel con­tempo a non rifiutare di assimilare quanto può venire da altrove, da altri tempi si impara”. 


Editoriale di Daniele Novara pubblicato sulla rivista Conflitti n°2-2019

Staff

Daniele Novara

Fondatore e direttore del CPP, pedagogista e autore

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