Bambini e passeggiate ai tempi del coronavirus

Tener vivi i bambini vuol dire offrire loro della attività da fare

Buona la decisione del Governo di consentire la passeggiata con i bambini che potranno, senza far sport, uscire di casa con un solo genitore per una legittima benchè minima attività motoria.
È un piccolo spiraglio all'interno di una situazione molto problematica. Perchè se è vero che i bambini sono più bravi degli adulti ad adattarsi, il prezzo che pagano è decisamente più alto. Stanno creando le basi della loro vita e improvvisamente si è creato un inceppamento molto serio. Ben vengano indicazioni e normative che permettono ai bambini di non avere ulteriori danni, oltre a quelli che già stanno subendo.

Auspico che il Governo dia indicazioni anche alle scuole per evitare gli eccessi, che stiamo registrando in questo mese, di alcuni insegnanti che senza indicazioni pedagogiche e professionale si buttano a fare interrogazioni e verifiche con crocette, riempiriendo i bambini di video lezioni e quant'altro per riuscire a finire il “programma” a tutti i costi. 
La strada giusta che stiamo percorrendo in questi giorni con molti insegnanti, che seguono la formazione a distanza del CPP, è quella di una pedagogia che sappia tenere vivi i bambini senza moritificarli o ossessionandoli con ogni sorta di attività frontale e ripetitiva.
Tener vivi i bambini vuol dire offrire loro della attività da fare, ovviamente basate sul loro protagonismo, sulla scoperta, sulle domande maieutiche e su ogni sorta di dispositivo che sviluppi la loro creatività.

Non abbiamo bisgono di una scuola trasmissiva, cattedratica e "videolezionista".
Abbiamo bisogno di sperimentare nuove misure pedagogiche, didattiche ed educative che aprano scenari innovativi, che diventino pratica comune anche quando le scuole potranno riaprire.


Articolo di Daniele Novara, pedagogista e direttore CPP (31 marzo 2020)

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Staff

Daniele Novara

Fondatore e direttore del CPP, pedagogista e autore

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