Arrivano le pagelle… ops… le schede scolastiche

Come reagire se il figlio o la figlia non “brillano” in tutte le materie?

A breve i genitori di tutta Italia si troveranno alle prese con le schede scolastiche. Il primo quadrimestre sta per terminare e come reagire di fronte ad eventuali insufficienze? È vero che, almeno per quanto concerne la Scuola Primaria, le votazioni numeriche sono state abolite per essere sostituite dai livelli di apprendimento (avanzato, intermedio, base, in via di prima acquisizione), ma la questione rimane comunque aperta. 

Come reagire se il figlio o la figlia non “brillano” in tutte le materie?

Una bella ramanzina? Niente telefonino o Playstation ab libitum? Non si esce con gli amici (ammesso che si possa, visto il periodo in cui siamo)? Assolutamente no! Punire è inutile e sbagliato, si tratterebbe di una mera mortificazione che si aggiungerebbe all’insuccesso scolastico. Tutte le ricerche dicono che non ci sono ragazzi contenti di andare male a scuola o indifferenti ai voti in pagella. Invece di girare il dito nella piaga con prediche, giudizi avvilenti (“Non combinerai mai niente nella vita!”) o divieti, serve di più mettere a fuoco il problema. E capire come superarlo. Innanzitutto, le vere e proprie insufficienze arrivano dalle medie in poi, nell’età in cui la mente dei ragazzi è fisiologicamente instabile: deve ancora terminare la maturazione della corteccia prefrontale, sede di riflessione, controllo degli impulsi e consapevolezza. A quest’età i ragazzi e le ragazze imparano alla svelta ma si distraggono con niente, si sentono onnipotenti e hanno un senso del pericolo estremamente limitato. Inoltre, hanno un ritmo circadiano spostato sulla notte: non vorrebbero mai andare a dormire mentre la mattina fanno molta fatica ad alzarsi dal letto. Certamente, i dispositivi digitali come smartphone, computer e PlayStation in camera da letto non aiutano.

Cosa possono fare i genitori per aiutarlo?

Un primo passo è dargli una mano a organizzarsi, la fretta di finire è una cattiva consigliera, come sempre del resto. Ma una mente organizzata può riuscire a gestire tutto, a volte – spesso – troppo. La cena può essere sfruttata per una piccola verifica da parte del papà (soprattutto se si tratta di preadolescenti e adolescenti): “Sei a posto con i compiti per domani?”. Se serve, usare il dopocena per finire un esercizio o ripassare (quello che si studia prima di dormire, è dimostrato, rimane impresso in modo indelebile). Sì anche a qualche lezione di rinforzo, ma solo perché, poi, possa camminare con le sue gambe. Insomma, occorre aiutarlo a fare bene da solo: sarà quella la sua soddisfazione più grande perché educare non vuol dire mortificare.


Articolo a cura della Redazione CPP
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