A scuola con coraggio

Lettera di Daniele Novara agli insegnanti italiani per la riapertura delle scuole

La scuola italiana è tornata al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica, delle famiglie, degli organi di informazione e della società in generale.

La crisi della pandemia ha risvegliato interesse per la necessità che la scuola rappresenti un punto di convergenza per uno sviluppo sociale, politico e civile che porti alle nuove generazioni energia, risorse e una prospettiva di creatività e valorizzazione. È un’occasione storica che voi insegnanti, che in questi giorni riaprite le scuole, avete a disposizione. Con la scuola riparte, o può ripartire, la rinascita del paese. 

Tutti sono consapevoli di come la chiusura delle scuole, nel periodo di maggior espansione del virus, abbia rappresentato un punto di caduta della vita civile come non si era mai presentata negli ultimi secoli della storia umana. In tutto il mondo, la consapevolezza che sviluppare occasioni di apprendimento per le nuove generazioni, esattamente come fa l’istituzione scolastica, è imprescindibile per poter disporre delle basi stesse della vita comune e collettiva, ma anche dell’economia e quindi dello sviluppo. 

Non esiste un piano B, ovvero la possibilità di una società senza la scuola o di una società che voglia volutamente fare a meno della scuola. 

La maggior risorsa che è presente in questa istituzione siete proprio voi: gli insegnanti.

Il fattore umano è inequivocabilmente, in tutte le ricerche realizzate a livello mondiale, l’elemento che garantisce la qualità. Non sono le architetture scolastiche, i banchi o le disposizioni, più o meno burocratiche, i libri di testo o i materiali…. Sono gli insegnanti. Voi, con la vostra preparazione, con la vostra motivazione, col vostro entusiasmo, con la vostra passione. L’Italia vi guarda in questo momento dopo mesi passati nell’attesa che ci fosse un segnale vero che la vita può tornare come prima. Solo la scuola può garantire questo segnale. 

Il mio invito è quindi di vivere questa opportunità come una straordinaria occasione per ribadire che essere insegnanti non è un lavoro qualsiasi, ma una scelta professionale molto importante e che la società e lo Stato devono saper riconoscere a questi professionisti un maggior investimento, sia in termini di formazione professionale che in termini di risorse, anche nella logica di adeguare al più presto gli stipendi a quelli che sono gli standard dei paesi OCSE. 

Occorre che la scuola italiana esca dall’angolo buio dove è stata cacciata da anni, se non decenni, che finisca di essere la Cenerentola delle istituzioni pubbliche nazionali e riprenda o conquisti il ruolo che le spetta: traino dello sviluppo e traino della crescita delle nuove generazioni per il futuro di noi tutti.

Buon lavoro, buona scuola con tanto coraggio!

Daniele Novara
daniele.novara@cppp.it

Staff

Daniele Novara

Fondatore e direttore del CPP, pedagogista e autore

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