Tornare a scuola sia una festa

La parola chiave per il ritorno a scuola? Normalità

Il pedagogista Daniele Novara mette in guardia i genitori in ansia per il rientro in classe dei più piccoli, dalla materna alla primaria, in emergenza Covid. Con qualche consiglio utile. Anche per gli insegnanti.

Professore, come preparare i bambini al rientro in classe?

Evitando ogni ansia o carico di paure: tornare a scuola è normale. Lo è per i bambini che hanno voglia di tornarci. Guardate ai centri estivi, è stata una esperienza positiva. Allora deve esserlo anche per la scuola.

Ma non sarà una scuola normale: come dirglielo?

Bisogna normalizzare le procedure anti-Covid, non renderle straordinarie. Anche perchè i bambini si abituano in fretta a tutte le situazioni, anche a quelle di disagio. E comunque sono più tranquilli di noi nel rispetto di nuove regole. Così come si tolgono le scarpe quando entrano in casa senza problemi, cosa che la mia generazione non faceva, si abitueranno a lavarsi le mani di più.

Quali errori non fare, dunque?

Troppe apprensioni bloccano i bambini e, cosa più grave, rendono ai loro occhi la scuola un luogo di pericolo dove addirittura i compagni e la maestra diventano pericolosi. Questo non va fatto. Spiegate loro le procedure, che troveranno i banchi distanti, che entreranno con la mascherina. E fermatevi qui. A quelli di 9-10 anni magari potete spiegare qualcosa di più, ma sanno già tutto.

Sulla mascherina c’è molta apprensione delle famiglie: come potranno portarla i bambini della primaria?

Quando sono in classe non la dovranno tenere. Sarebbe altrimenti come chiedere ai calciatori di non correre mentre sono in campo. Il problema è più sentito per quelli che vanno in prima, che hanno bisogno di un ambiente accogliente e non mascherato che può attivare emozioni di paura.

Le febbre: giusto misurarla a casa e non all’ingresso a scuola?

Che si sia un’autocertificazione da parte della famiglia sulla salute degli alunni va bene, ma io avrei preferito che la febbre si misurasse a scuola. Anche perché conosco bene come vanno le cose: il genitore che deve andare a lavorare lo manda anche con 38, è sempre stato così. Ora ci vorrà più responsabilità, ma la misurazione a scuola sarebbe stata un deterrente eccezionale.

E gli insegnanti come devono affrontare il rientro?

Consiglio loro di fare in modo che il primo giorno di scuola sia una festa, con giochi e attività simpatiche. È l’anno di Rodari, usate la Grammatica della fantasia. E non fatevi bloccare dalla paura di sbagliare, va bene il distanziamento, ma lo si può garantire senza necessariamente mettere i bimbi in fila come soldatini.


Estratto dall'intervista a Daniele Novara realizzata da Ilaria Venturi e pubblicata da Repubblica Bologna il 29 agosto 2020 (clicca qui per l'intervista compelata).

Staff

Daniele Novara

Fondatore e direttore del CPP, pedagogista e autore

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