Raccontiamo ai bambini la favola di Natale

Di: Daniele Novara

Lasciamo tutta la bellezza del pensiero magico ai nostri bambini. Diventeranno adulti più equilibrati, solidi e creativi.

Ricordo la pubblicazione non supportata da alcuna evidenza scientifica, qualche anno fa, di un articolo su una rivista specializzata in cui si affermava che la favola di Babbo Natale o, in altre zone, di Gesù Bambino o di Santa Lucia, manda in crisi i bambini, che raccontarla vuol dire mentire ai propri figli.Questi, scoprendo la verità, potrebbero non fidarsi più degli adulti. 

Mai letta un’assurdità più grande! 

La interpretai come la inevitabile conclusione di una tendenza sempre più diffusa di trattare i bambini come piccoli adulti, in una sorta di anticipazione che non dà spazio al sogno, alla magia, al gioco. 

Questo è ciò che fa male ai piccoli, che li manda in confusione e li spaventa.

Che si tratti di Babbo Natale, figura nordica entrata a far parte di recente anche nella nostra tradizione natalizia, di Santa Lucia, di Santa Claus o di Gesù Bambino, che invece sono protagonisti di tradizioni molto più antiche, è importante che i bambini possano immergersi nel rito.

I piccoli, fino ai 7-8 anni, non hanno la logica degli adulti, ma il dono del pensiero magico. Possono parlare con l'amico immaginario, trasformare un bastone in una spada e uno straccio in un mantello.

Babbo Natale - Articolo di Daniele Novara

Negare questa dimensione vuol dire negare il pensiero infantile, fino a cancellarlo.

I personaggi come Babbo Natale sono figure salvifiche che rompono lo schema della dicotomia tra il mondo infantile e quello degli adulti: anche mamma e papà partecipano ai preparativi, dall'albero alla paglia per le renne, e nascondono i regali perché il mistero venga preservato.

Così come l’allestimento del Presepe è un’attesa, l’attesa di una nascita, del miracolo della vita che si compie. E allora si cerca di rendere la capanna il più accogliente possibile, si mette la paglia per il bue e l’asinello affinché siano nutriti per affrontare il compito che li spetta: scaldare il piccolo nascituro. 

È un momento in cui fantasia e sogno vengono condivisi da tutti. E nessuno, crescendo, si sentirà tradito dai genitori!

Senza Gesù Bambino e Babbo Natale, la letterina scritta per tempo, l'attesa e lo stupore, a cosa rischia di ridursi il 25 dicembre?

A una sbornia consumistica. In cui gli adulti fanno dei regali ai bambini, come se fosse il giorno del compleanno.

È proprio questo ciò che vuole un mercato diventato sempre più aggressivo? È per questo che si diffondono bizzarre spiegazioni psicologiche? Peccato che, come ci ricordiamo tutti noi, per un bambino, Natale è soprattutto fare l'albero e il presepe con i genitori, preparare i biscotti, attendere la venuta di Gesù Bambino o Babbo Natale, passare un giorno di festa con parenti e cuginetti.

Lasciamo tutta la bellezza del pensiero magico ai nostri bambini. Diventeranno adulti più equilibrati, solidi e creativi.


Articolo di Daniele Novara, pedagogista e direttore CPP, pubblicato da Messaggero di Sant'Antonio.

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