Mamma, papà ho paura

Di: Paola Cosolo Marangon

La paura di un bambino va affrontata con pazienza e comprensione

Dobbiamo innanzitutto sottolineare che la paura è un’emozione necessaria, ci aiuta a far scattare quel campanello d’allarme che ci avverte di un pericolo. 

Le paure dei bambini - Paola Cosolo Marangon

I bambini hanno paura, tutti i bambini hanno paura chi prima e chi dopo, chi la sa esprimere e chi invece la trattiene e cerca di sbrigarsela da solo.

Inizia molto presto, attorno all'ottavo mese già si presenta la paura dell'ignoto, la reazione davanti ad uno sconosciuto si trasforma di sovente in un pianto interrotto. 

A seguire la paura più grande è quella legata alla sparizione di un genitore, paura di essere abbandonato, che mamma o papà non tornino più.

Verso i 24 mesi iniziano i mostri sotto il letto, dentro l'armadio, ovunque. Basta un'ombra strana ed ecco che si trasforma in un drago, in una creatura minacciosa.

La morte è una paura importante, loro non sanno che cosa sia, non hanno la possibilità di comprendere che una persona che muore non ritorna ma temono per la vita dei genitori e per la loro stessa incolumità.

Altra paura molto frequente è la paura della notte con i suoi brutti sogni, spesso i bambini non vogliono andare a letto da soli e si infilano nel lettone perché hanno paura di incappare in qualche incubo.
Qui è sempre molto saggio non consentire i videoschermi prima di andare a letto.

Le antiche paure tornano a farsi avanti quando arriva la preadolescenza, la nascita del pensiero formale favorisce l'accentuazione di alcuni fenomeni paurosi. 

Ragazzini e ragazzine elaborano pensieri che spesso li spaventano, non hanno ancora strumenti per comprendere, spesso la parte emotiva prende il sopravvento e la paura sembra vincere.

Sono situazioni che agli occhi del genitore possono sembrare ridicole: i ragni, gli ascensori, l'interrogazione, camminare in spazi aperti, entrare in luoghi affollati.
Poi ci sono le paure epocali, quelle che danno una vera e propria struttura alla fase delicata della trasmigrazione da un mondo e corpo bambino ad un mondo e corpo adolescente/adulto.

Mi riferisco alla paura della morte, del non essere in grado di affrontare le scelte doverose che la vita pone davanti, paura delle catastrofi, del terrorismo, della morte dei genitori e/o della loro separazione. 
Paura di non avere amici e di rimanere soli. Quest'ultima è forse la più pressante, la solitudine è un concetto inaudito per un preadolescente o adolescente, situazione paradossale perché tende ad isolarsi e a cercarla, ma la teme.

Tutte queste paure sono normali, naturali, e ne ho elencate solo alcune, quelle che potremo definire primarie, quelle che servono a bambini e ragazzi per crescere, per gestire la frustrazione del non saper cosa fare e cercare quindi gli strumenti dentro di sé per combattere situazioni difficili.

Le paure infantili servono proprio ad imparare la vita, la relazione con l'avversità, le prove tecniche per collocarsi nella propria storia. 

L'ansia genitoriale oggi estremamente diffusa porta a esaltare le paure infantili e a farne vivere molte di più. 

Molte paure potrebbero non esistere se come adulti sapessimo stare al nostro posto e consentissimo ai bambini di vivere anche le loro paure.

Anche nel mondo delle fiabe la paura ha una sua dimensione fondamentale per aiutare il bambino a fare i conti con il proprio conflitto interiore.
I bambini chiedono più volte di ascoltare la stessa storia, spesso con una fase terrorifica, dove un mostro, un drago, un cattivo minaccia il protagonista. Poi la fiaba risolve il tutto con l'eroe che sconfigge il cattivo, ma la parte interessante, che attiva e respinge il bambino è proprio quella terrorifica.

L'ansia genitoriale spesso impedisce a bambini e bambine di entrare in relazione con la paura, altrettanto impedisce all'adolescente di potersi esprimere. 

La paura primaria aiuta a elaborare una risorsa interna, è normale e il bambino va aiutato ad affrontarla con un sostegno pacato e non emotivo, senza ansia e senza allarmi.
Che sia piccolo o più grande nostro figlio va aiutato ad esprimersi e ha diritto a trovare un adulto che sappia contenere le proprie paure e le proprie emozioni.

Ricordiamo sempre che la paura di un bambino va affrontata con pazienza e comprensione.


La lettura o il racconto delle fiabe possono esser un ottimo e valido aiuto.

Alcuni esempi?

Il libro che ha paura, edizioni Ippocampo. Leggendo questo libro i ruoli si invertono, sono i bimbi a rassicurare il libro e ad aiutarlo a superare le sue paure (dai 2 anni)

Gastone ha paura dell’acqua. Edizioni Piemme. C’è il coraggio dietro la paura, Gastone lo scoprirà di sicuro (dai 5 anni)

Il gufo che aveva paura del buio. Feltrinelli. Se un gufo ha paura a posto siamo! Ma sarà proprio lui ad aiutare voi (dai 6 anni)

I ragni mi fanno paura. Edizioni Piemme Battello a vapore. Ci sono paure che interessano anche quelli più grandicelli, questo libro li aiuta davvero tanto (dai 9 anni)


Articolo di Paola Cosolo Marangon, formatrice Cpp e consulente pedagogica.

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