Dalla parte dei genitori

Come aiutare nell’educazione dei figli

Sabato 13 aprile 2019 a Piacenza - Convegno Nazionale CPP  

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Ma vi rendete conto?

Di: Alessandra Carnaroli

Commento di Alessandra Carnaroli, poetessa e insegnante, alla strage in un locale in provincia di Ancona, sabato 8 dicembre 2018

Durata: tempo di lettura 2 minuti.

Dice che sono degli stupidi questi giovani d’oggi a seguire un cantante come Sfera Ebbasta, a lanciare spray urticante sulla folla, ad ubriacarsi e cadere nella calca. Stupidi i genitori che li lasciano andare a morire in mezzo al nulla della campagna.

Non dice però dei biglietti forse venduti in più rispetto alla capienza della sala, dell’uscita di sicurezza dannata che dava su un ponticello alto poco più di un metro ma tanto è bastato perché il cedimento di una ringhiera lo trasformasse in fossa comune.

Sei corpi che da ieri aderiscono per sempre ad una siepe. Infiniti.

Non dice quello che troppo spesso, nei luoghi di divertimento per giovani e giovanissimi, accade: che gli imprenditori, si sa, devono pur guadagnare e chi dovrebbe controllare, in questi casi, chiude un occhio, forse entrambi. Non dice che troppo spesso chi è addetto alla sicurezza si dimostra incompetente nel gestire l’emergenza. Non dice che semplici comparsate di artisti del momento in piccoli locali di provincia vengono spacciati per concerti, attirando folle di giovanissimi che non potrebbero recarsi altrove per vederli. Impediamo ai tredicenni di tornare da scuola a casa da soli, costringiamo gli insegnanti delle secondarie a controllarli perfino in bagno - ci sono scuole superiori che durante le lezioni staccano le macchinette del caffè per evitare che i ragazzi escano dalla classe - e poi li lasciamo di notte a rischiare la fine del topo in qualche capannone disperso nel nulla.

Terrorizzati dagli errori che potrebbero fare, dal nemico straniero o dall’ultima pop star volgare, li insultiamo scordandoci l’unica cosa che i ragazzi sanno fare: essere ragazzi e poter sbagliare. Ci scordiamo che siamo noi adulti a dover mettere paletti sicuri per non farli cadere.

Dirà che ai suoi tempi i giovani erano diversi, che avevano la testa sulle spalle non come adesso che la  testa resta sotto le spalle di altri trenta.

Quella madre che dice: ma vi rendete conto?
e ne posso sentire l'accento,
che è tutto nostro, di questa terra.
La cadenza,
nel senso di precipitare assieme
nel dolore, come fossa comune:
è una strage

Alessandra Carnaroli, poetessa e insegnante

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Tragedia discoteca 8 dicembre 2018