Consigli pratici per evitare di trasformarsi in genitori “controllori”

Marta Versiglia presenta i temi del suo ultimo libro "Lasciami crescere!"

Lasciami crescere! Capire la natura dei nostri bambini ed educarli con i principi Montessori (Bur Rizzoli), è il nuovo libro di Marta Versiglia nel quale si propone di riconciliare genitori e figli spiegando perché è naturale che i bambini "rompano" e offrendo consigli per aiutare i genitori a non diventare veri e propri "controllori".

Questo libro nasce dal mio desiderio di dare ai grandi la possibilità di comprendere meglio i piccoli. I bambini hanno infatti un mondo completamente diverso da quello dei grandi e la mia volontà è quella di far capire agli adulti che i bambini non sono sbagliati, ma che devono imparare facendo e così maturare. Infatti, noi dobbiamo dargli la possibilità di crescere, ma senza bloccarli, lasciando loro la gioia di vivere, la voglia di correre, la loro esplosione vitale. 

I bambini fanno i capricci, litigano, disturbano, si muovo continuamente. E lo fanno perché, appunto, sono bambini e non potrebbero fare altrimenti, nonostante i vari sforzi degli specialisti per trovare ricette miracolose per farli stare buoni e calmi.

Perché l'ideale del "bravo bambino" è un mito?

Non possiamo racchiudere i bambini in una categoria, sarebbe una cosa assurda. E non possiamo definire un bambino "bravo" perché fa quello che gli chiediamo noi o perché non si muove. C'è il rischio che il piccolo, nei momenti in cui è considerato "cattivo", si comporti in un determinato modo solo perché è bollato come tale.

Tanti bambini si comportano nel modo peggiore possibile proprio perché l'adulto stesso li definisce "cattivi". Noi grandi dobbiamo fare alcuni passi indietro, capendo che non c'è un bambino "bravo", ma c'è il bambino e basta. I bambini sono immaturi per eccellenza e sono diversi dai grandi: non possono fare quello che fanno gli adulti.

Per esempio, è impossibile portare il bambino al supermercato e pretendere che non tocchi nulla. Diamo, invece, al piccolo un carrellino o una piccola borsa dove anche lui può mettere qualcosa: questa può essere un'alternativa a sua misura. 

Come evitare il classico conflitto genitori/figli?

La cosa più importante è conoscere il loro mondo, sintonizzarsi sul pensiero infantile, completamente diverso da quello adulto. Il pensiero infantile è pratico: i bambini hanno di bisogno di toccare e vivono "qui ed ora".
Altra cosa fondamentale è non pretendere che il bambino faccia il grande. E' normale ripetere più di una volta al piccolo che deve mettere la giacca se si va al parco: è ovvio che debba essere seguito nelle cose che fa. 

Poi, ecco alcuni consigli validi per evitare di trasformarsi in "controllori":

  • "Urla, punizioni, botte non servono a niente. Questa è una cosa da non dimenticare. Il bambino non si educa con sculacciate o con schiaffi, che non portano da nessuna parte.
  • Il genitore deve mantenere il ruolo educativo. Non va bene essere come il genitore di una volta, che non abbracciava mai il bambino, ma non va bene neanche che il padre o la madre siano troppo "amici" del figlio, anche perché ciò potrebbe provocare uno sconfinamento dei ruoli. Se avviene questo sconfinamento, il bambino invade completamente il mondo dell'adulto e quest'ultimo, per farsi ascoltare, arriva a urlare. Così può accadere anche che il bambino vada in confusione, diventando "tirannico".
  • Non bisogna poi accelerare l'infanzia, cioè non bisogna pretendere dai bambini cose che non possono fare. Alcuni genitori trattano i bambini da grandi, pensando che i piccoli capiscano tutto, ma nello stesso tempo - paradossalmente - li considerano per certi aspetti piccoli, non permettendo lo sviluppo delle autonomie (li vestono, li imboccano a lungo, li tengono troppo nel lettone, ecc.). Si tratta di una contraddizione, che non bisogna perpetuare. I bambini devono imparare, ma insieme a noi. Bisogna che i genitori si sintonizzino sul mondo infantile, imparando a conoscerlo (magari facendosi anche aiutare).
  • Non si può pretendere l'ascolto totale dai bambini. Non è possibile che il piccolo, che ha un cervello di tipo funzionale-pratico, stia ad ascoltare per tanto tempo gli adulti senza nessun tipo di interruzioni. 
  • Ricordate che il bambino ha bisogno di avere a fianco adulti che lo accompagnino e lo sostengano, occupandosi di lui senza soffocarlo. Fondamentale è dunque offrire al bambino delle alternative, senza rimproverarlo a priori. 

14 novembre 2020
Estratto da Genitori, consigli pratici per evitare di trasformarsi in "controllori", intervista a Marta Versiglia realizzata da Sara De Giorgi per Nostrofiglio.it

Staff

Marta Versiglia

Pedagogista e counselor maieutico

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