Bambini e ragazzi si meritano altro

Riapertura scuole 2020-2021

Proviamo a immaginare il primo giorno di scuola per i bambini di prima elementare nell’anno scolastico 2020­21, quelli che si chiamano, per tra­ dizione, i “remigini”. Proviamo a immaginare questo giorno così importante per la vita di un essere umano che si apre alla nuova esperienza scolastica che lo segnerà tutta la vita. 

Seguendo le indicazioni di illustri virologi e dei tecnici del Comitato Tecnico Scientifico, guidato da un noto manager aziendale, i bambini si troveranno in numero ridotto a entrare scaglionati, ognuno con la sua mascherina, così come i loro stessi genitori, la maestra, i bidelli. Sarebbe il fatidico pri­ mo giorno di scuola, quello che tutti ricordano, quello che vorremmo fosse vissuto come una festa, un nuovo inizio, un momento di allegria e speran­ za. Invece no. Bisogna stare lontani, separati, non ci si può sorridere per­ ché il viso è coperto, molto coperto, dal mento fino al naso compreso. Qualche bambino si sbaglierà e finirà col coprirsi anche gli occhi, non ve­ dendo bene andrà a sbattere. Un adulto (sarà la maestra? Chissà, è tutta coperta) lo richiama dicendogli di fare attenzione. “Sei a scuola”, gli ricor­da. Ma come riconoscere la maestra? Che viso avrà? Sarà giovane? Un po’ grande? Anziana? Boh...! 

Mi chiedo da dove arrivi tutto questo accanimento su mascherine e di­ stanziamento, visto che il virus attacca bambini e ragazzi in modo com­ pletamente diverso dagli adulti. Lo spiegano bene i pediatri: “I bambini si ammalano poco, molto poco, e quando lo fanno le manifestazioni cliniche sono lievi. [...] Le maggiori riviste e associazioni internazionali pediatriche continuano a ribadire in modo chiaro [...] che il rischio di contagio per e da parte dei bambini è molto basso, mentre il rischio di compromissione di aspetti cognitivi, emotivi e relazionali conseguenti alla prolungata chiusura delle scuole è molto alto”. È il testo di un documento redatto e reso pubblico il 28 maggio dai maggiori pediatri italiani, che riportiamo nelle pagine di questa rivista. Il documento entra poi nel merito della ria­ pertura delle scuole e segnala che i rischi dei bambini lasciati a casa sono “al contrario maggiori di quelli insiti in situazioni controllate”. Aggiungono inoltre che le misure verso le riaperture scolastiche “non vanno rese im­possibili da norme e regole che non sono sorrette da chiare evidenze non sostenibili dal punto di vista organizzativo ed economico”. 

Condividendo questo appello, ne traggo conseguenze pedagogiche, pur considerando che i pedagogisti in questi frangenti non hanno letteralmente alcuna voce in capitolo, con ulteriori gravi danni alla situazione scolastica (continua sulla rivista Conflitti)...


Editoriale di Daniele Novara, pedagista e direttore CPP, pubblicato sul numero 3-2020 della rivista Conflitti
daniele.novara@cppp.it

Staff

Daniele Novara

Fondatore e direttore del CPP, pedagogista e autore

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