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Convegno Nazionale CPP - 12 ottobre 2019 a Milano 

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8 marzo: no al decreto contro la maternità

Decreto Pillon. Una proposta di legge che dovrebbe riformare il Diritto di famiglia.

Durata: tempo di lettura 2 minuti

Il disegno di legge, che porta il numero 735, è di quelli importanti e sta facendo discutere. Si tratta del cosiddetto Decreto Pillon, dal nome del senatore leghista Simone Pillon che lo ha presentato. Una proposta di legge che dovrebbe riformare il Diritto di famiglia. Le tre novità più importanti? Riguardano i genitori che si separano.
E, brevemente, introducono:

  1. Obbligo della coppia di essere seguita per tutto l’iter della separazione del divorzio da un mediatore familiare che avrà il compito di redigere un rapporto per il Tribunale.
  2. Imposizione, per legge, del cosiddetto “tempo equivalente”. In pratica i figli di separati dovranno stare l’esatto numero di giorni con l’uno e con l’altro genitore, spostandosi tra le due abitazioni.
  3. Abolizione dell’assegno di mantenimento. Il coniuge che resta nella casa coniugale dovrà quindi riconoscere un indennizzo all’altro mentre, per il mantenimento dei figli, sarà il giudice a stabilire in che modo dovranno essere ripartite tra i genitori le spese.

«La prima critica, messa a fuoco anche dagli esperti di diritto di famiglia, è che questo decreto riporta indietro le lancette della storia: i minori non vengono più ascoltati come soggetti, cosa che ormai avviene in quasi tutti i Paesi europei, ma trattati come oggetti. In pratica, devono subire le decisioni dei grandi, nessuno tiene conto della loro età, personalità, fase evolutiva, bisogni» commenta a caldo Daniele Novara, pedagogista e direttore del CPP. «Ma la cosa più grave in assoluto è che questo decreto è un gravissimo attacco alla maternità. Come si fa a decidere con il bilancino quanti giorni un bambino deve stare con la mamma e con il papà, in totale disprezzo dei bisogni legati alla sua età? Ci sono coppie, molte vengono da me in consulenza, che si separano addirittura prima o subito dopo la nascita di un figlio: ma come si fa a pensare che un neonato possa essere tolto alla madre perché il papà non deve stare con lui un minuto di meno? Ma qualcuno si è chiesto di cosa hanno bisogno un neonato o un bambino piccolo? La risposta è una sola: della mamma, del suo accudimento, della sua accoglienza. Il papà è importante, certo, ma fino all’adolescenza deve stare sullo sfondo». Daniele Novara, insomma, ancora una volta difende il diritto dei bambini di stare più tempo con la madre e quello delle madri di godere della maternità, un momento speciale e irripetibile, che non può essere adeguatamente sostituito da alcun surrogato. «Il senatore Pillon pensa a un’idea teorica e molto ideologica di famiglia, sicuramente avrà tenuto conto delle richieste dei tanti padri separati che patiscono l’essere stati esclusi dalla vita dei loro bambini, ma non si può difendere un concetto astratto di famiglia a discapito di quello, molto concreto, di maternità. La mamma, fino all’adolescenza, è la figura genitoriale centrale. E questo non lo dice solo la storia del genere umano, ma anche la scienza» conclude Daniele Novara.

Intervista a Daniele Novara realizzata da Silvia Morelli (8 marzo 2019) 

Staff

Daniele Novara

Fondatore e direttore del CPP, pedagogista e autore

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8 marzo diritto alla maternità - Daniele Novara
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