Né buoni né cattivi

L'alfabetizzazione al conflitto per una nuova cittadinanza

Convegno Nazionale CPP - 12 ottobre 2019 a Milano 

Informazioni

Oltre al danno la beffa

Di che genitori ha davvero bisogno un bambino?

Dopo la tre giorni “pro-famiglia” organizzata a Verona, con 40.000 contromanifestanti che hanno portato in piazza istanze opposte a quelle degli ultraconservatori, facciamo chiarezza dal punto di vista educativo e pedagogico: di che genitori ha davvero bisogno un bambino?

Se perfino il papa (e il vescovo di Verona) hanno condannato i modi (che monsignor Zenti ha definito senza mezzi termini, “da talebani”) dei partecipanti alla tre giorni “pro famiglia” organizzata a Verona, una ragione ci sarà. E io mi trovo molto d’accordo. Dire famiglia, oggi, vuol dire riferirsi a una realtà varia, multiforme e in continua trasformazione, esattamente come è cambiata la società: con questa realtà noi dobbiamo relazionarci, stando sempre dalla parte dei bisogni educativi dei figli, anziché rifugiarci in un passato ideale di cui abbiamo nostalgia. Le condanne ideologiche non servono, sono inutili, fuorvianti e strumentali. Anzi, le prime a rifiutare certe etichette politiche dovrebbero essere proprio queste famiglie che si definiscono tradizionali, considerato il poco o niente che questo governo, come i precedenti, ha realmente fatto per sostenerle dal punto di vista dei servizi e degli aiuti.

Dal mio osservatorio di consulente per genitori, con più di 500 consulenze l’anno, posso dire di aver visto, letteralmente, le famiglie trasformarsi. Quelle monoparentali, multietniche o allargate sono sempre più diffuse, e naturalmente ci sono anche quelle arcobaleno. Cioè composte da coppie omosessuali con figli nati da precedenti legami (la maggioranza) oppure con figli concepiti con l’inseminazione artificiale. Ma, tornando alla domanda di partenza, di cos’hanno davvero bisogno i bambini per crescere bene? La risposta è una: di organizzazione, di regole e di adulti che conoscano e rispettino le varie tappe evolutive. E questo lo può fare un genitore separato o divorziato, una coppia “di ritorno” (cioè composta da due adulti con un matrimonio fallito alle spalle), una coppia “arcobaleno”.

Amore, responsabilità, solidità educativa. Sono questi gli ingredienti che permettono di fare le scelte giuste con i figli. Difficile? Certo, molto più di un tempo quando le stesse regole erano condivise da tutti e, quindi, in qualche modo era più facile: bastava fare come facevano tutti.

Ma davvero possiamo avere nostalgia di un conformismo anche un po’ ipocrita, che teneva all’indissolubilità del legame anche se magari marito o moglie erano violenti o alcolisti? Non mi pare.

Negli anni sono state fatte conquiste sociali importanti, anziché tornare indietro dobbiamo vivere il nostro tempo e guardare al futuro investendo nella scuola, nei servizi per l’infanzia, nel sostegno alle famiglie. E continuando a lavorare, come facciamo noi del CPP, per accompagnare i genitori in questo loro impegnativo e bellissimo compito, quello di educare i figli. Ecco perché l’appuntamento del 13 aprile "Dalla parte dei genitori", a Piacenza, è di quelli importanti: ci sarò io, insieme a tanti esperti amici del CPP e insieme cercheremo di trovare gli strumenti giusti per uscire da questa diffusa fragilità educativa dei genitori di oggi.

Il punto di vista del Cpp, di Daniele Novara (Aprile 2019)

Staff

Daniele Novara

Fondatore e direttore del CPP, pedagogista e autore

Altre pagine che potrebbero interessarti

Consulenza pedagogica a Milano, Piacenza, Genova e Brescia

Lo sportello di consulenza è una forma innovativa di aiuto per sostenere i genitori nel loro ruolo educativo.

Dalla parte dei genitori. Come aiutare nell’educazione dei figli

Convegno Nazionale CPP sabato 13 aprile 2019 a Piacenza.

< Indietro
Bambini felici che giocano
Iscriviti alla newsletter