…verso l’8 marzo: la mamma legge il giornale, il papà stira

Serpeggia ancora l’ansia di avvicinarsi al modello ideale di bambina composta?

“La mamma stira e lava, il papà lavora e legge il giornale”. L’esercizio del libro di grammatica in dotazione in una scuola elementare ha fatto il giro del web. Merito di una mamma in disaccordo che ne ha postato l’immagine. «Che i libri delle elementari siano pieni di cliché sessisti non è una novità, me ne sono occupato già 30 anni fa. Oggi però c’è più attenzione e si nota, per esempio, che non sono solo i verbi ad essere usati male, ma anche la declinazione maschile o femminile di alcune parole, specie quelle legate a molte professioni, patisce una visione maschilista» commenta il pedagogista Daniele Novara.
«Basta fare un piccolo test: chiedete a qualcuno di descrivere come immagina il momento della scoperta del fuoco nella preistoria. Nessuno, dico nessuno, penserà di includere nell’immagine delle donne: la scoperta del fuoco, destinata a far compiere un salto in avanti nell’evoluzione dell’umanità, è merito e patrimonio degli uomini. Stiamo assistendo anche al ritorno del “mito della brava bambina”, così intelligentemente analizzato da Elena Gianini Belotti nel suo famoso saggio del 1973 "Dalla parte delle bambine".
Paradossalmente oggi serpeggia ancora l’ansia di avvicinarsi al modello ideale di bambina composta, silenziosa, ordinata e gentile con tutti». Cosa fare, dunque, se si scopre che nei libri dei propri figli si raccontano antiquati e discutibili modelli maschili e femminili? «Parlarne con i bambini non ha senso perché la loro mente non riesce a cogliere l’aspetto subliminale, implicito di certi messaggi. E poi per un bambino a contare è l’esempio che vede ogni giorno a casa sua, il tipo di relazione che c’è tra la sua mamma e il suo papà, come si dividono i compiti, se si considerano alla pari oppure no.
Poi, naturalmente, è bene sollevare la questione in classe, con gli altri genitori, gli insegnanti e i dirigenti. Perché non tutti sanno che i libri di testo non sono obbligatori e, se si decide di seguire altre strade, se ne può anche fare a meno (la cosiddetta adozione alternativa in vigore fin dagli anni 70). 
In questo senso i libri di testo (belli o brutti che siano) possono essere una pratica consuetudine ma anche anche un altro segno della cristallizzazione della scuola: la risposta esatta, il libro di testo, la lezione frontale e così via sono tutti aspetti rigidi legati di una scuola che appartiene al passato. E, spesso, trasmette valori legati a un mondo che, però, non esiste più». 

Il punto di vista del Cpp, di Daniele Novara (Marzo 2019)

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8 marzo
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