Tenere il muso fa male, per questo insegno alle coppie a litigare in maniera corretta

Articolo pubblicato su VERO

29 Ottobre 2015

Rancori covati, silenzi tenuti troppo a lungo e incomprensioni mai svi- scerate fanno esplodere la coppia. Quindi, Meglio dirsele. In modo intelligente. Ne è convinto Daniele Novara, pedagogista, counselor e formatore, autore dell'omonimo libro e tra i massimi esperti italiani nella gestione dei conflitti. «Però attenzione, bisogna sapersele dire nella maniera giusta», avverte Novara: «Esiste un confine semplice tra un litigio ben fatto e uno no: il primo prende di mira il problema, il secondo la persona».

«Tolstoj scappò dalla moglie»

La chiave per una vita di coppia serena sta dunque nell'imparare a litigare, al netto degli eccessi e degli episodi di violenza che, sgombra il campo il docente, «non rientrano nel campo dianalisidi questo libro». Domanda: le coppie litigano di più rispetto al passato? «Uomini e donne gestiscono dasempre tensioni e divergenze», spiega Novara, «la storia stessa è fatta di conflitti gestiti male. Ricordo per tutte la morte del celebre scrittore russo Lev Tolstoj, che fuggì di casa a ottantadue anni, si ammalò durante il viaggio e in pochi giorni mori in una stazione ferroviaria di un piccolo paese della Russia centrale. Da chi fuggiva ilgrande scrittore? Dalla moglie, naturalmente». Ma questo è il passato. Oggi «è tempo dipreparare le nuove generazioni alla gestione del conflitto, che dev'essere un'occasione di chiarimento e non di denigrazione reciproca. Urlare non serve», chiarisce l'autore, «entrare nell'ottica che il litigio non è una gara né una caccia al colpevole, bensì un momento per comprendere un punto di vista diverso, sì».

Una condizione fondamentale per imparare a discutere è la giusta considerazione delle proprie emozioni e di quelle del partner. «Quando siamo molto arrabbiati o sperimentiamo un eccesso emotivo legato alla paura o alla vergogna, non è possibile realizzare una vera comunicazione. Meglio prendere tempo», suggerisce l'esperto, «magari con la tecnica tradizionale del contare fino a dieci prima di rispondere a un'affermazione provocatoria». Frasi come "lo sapevo", "sei uguale a tua madre" o "tu non sai ascoltare" non aiutano a stare sul problema. Bocciati anche i consigli non richiesti e inevitabilmente non seguiti. Forte della sua trentennale esperienza con coppie e genitori, Novara sostiene che le famiglie non vanno in crisi per colpa dei litigi ma quando il progetto va in frantumi:«In questo caso litigare è benevolo perché rivela che qualcosa non funziona ed è arrivato il momento di affrontarlo».

Urlare non serve a nulla, il precedente lavoro dell'autore incentrato sulrapporto tra genitori e figli, è il primo libro di un pedagogista italiano entrato nelle classifiche di vendita in Italia, a testimonianza del fatto che il benessere della famiglia interessa molti. La Tv ci riporta spesso l'immagine di coppie litigiose, cosa che non sorprende: «I media raffigurano la realtà. In effetti uomini e donne litigano e non lo sanno fare bene. Semmai è contestabile l'associazione tra i litigi e gli episodi di cronaca che sfociano nella violenza, che non sono direttamente conseguenti. La violenza deriva da emozioni gestite male, rancori e desiderio di vendetta, non da una divergenza. Di più: esprimere un disaccordo è un antidoto alla violenza». Insomma, amarsi non significa vivere in un clima di finta armonia. Per Novara, uscire da questo luogo comune oggi è possibile e si può fare senza traumi. Non resta che augurare "buon conflitto" a tutti.

Scritto da L. Cairati

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