San Sepolcro, il rione dove giocare è un’arte

Articolo pubblicato su "Libertà", 22/04/2016

Nuovi mosaici di Xerra. "Omaggio ai bambini"

Arte del gioco, giochi d'artista. San Sepolcro si veste di nuova nobiltà (popolare) con il completamento del mosaico pubblico firmato da William Xerra.
Al lavoro intitolato Cielo del 2009, ispirato al gioco chiamato "campana" e collocato sulla facciata del Centro Psicopedagogico (Cpp) di via Campagna 83, si aggiungono dopo sette anni, altri due mosaici che completano il Trittico del gioco infantile. Ne diamo un gustoso antipasto con piccoli dettagli visivi.
Le opere saranno inaugurate sabato 30 aprile (alle 16). Sono su disegno di Xerra, idea di Daniele Novara e realizzazione di Dino Maccini. La loro genesi è curiosa, Novara - che dirige il Cpp - si è sposato lo scorso anno in seconde nozze con Marta Versiglia e ha chiesto come dono agli amici un aiuto per realizzare il trittico. Così è stato. All'appuntamento inaugurale è prevista la presenza del sindaco Paolo Dosi e l'occasione si trasformerà in una festa di quartiere con la Sarabanda dei giochi di strada a cura di Trucioli Monelli, un'associazione di promozione sociale.

"E' un quartiere popolare, di persone semplici - racconta Novara, con la giusta dose di affetto - ricordo quando c'erano le opere al Municipale, si radunavano lì in tanti e partivano in massa per andare sul loggione. C'è anche una via nobile, con palazzi rinascimentali. Il palazzo dove ha sede il Cpp è del '500, l'ho acquistato negli anni '70, in abbandono. Dal 2000 siamo entrati e ora c'è la scuola di counseling maieutico, arrivano un migliaio di persone da tutta Italia per seguire i nostri corsi e per conoscere Piacenza".

Il mosaico è uno dei tanti rivoli per riportare il rione alle origini e "farlo vivere di nuovo". Un tempo qui i bambini erano numerosi, tra gli anni '50 e '70 arrivarono i salesiani per assecondare un quartiere così vivace. Oggi i giovani sono protagonisti in altro modo, se ne vedono pochi, ma il mosaico è un "omaggio a quel periodo - riprende Novara - e comunque il nostro centro si occupa di crescita, sviluppo, educazione con una scuola genitori che è un successo internazionale, in questi giorni - proseggue - abbiamo avuto un servizio sulla Tv pubblica svedese, ne uscirà un alro su El Mundo". Il rione è fortemente invecchiato, piegato dal peggior calo demografico della storia che ha toccato il picco nel 2015. Per contrastare questo trend, anche idealmente, è stato aperto un micronido maieutico per otto bambini.
Il mosaico, in fase di completamento, è la sintesi di questa filosofia tra passato e futuro.
"E' una tecnica antica - racconta Maccini - la stessa dei bizantini, si usa pasta di vetro che arriva da Venezia in un'infinità di colori, una gamma cromatica enorme. Si miscelano le tessere per creare sfumature, si tagliano con il martellino tagliolo anche il marmo, la pietra o i sassi".
Il mosaico conosce una stagione felice, un risveglio suscitato anche dalle aziende che realizzano mosaici industriali, gli artigiani seguono la scia. I lavori di Maccini rivelano grande qualità pittorica, che emerge con evidenza soprattutto nelle composizioni astratte, dove agisce un vero istinto cromatico. Nel caso del trittico, il mosaicista sta lavorando sul bozzetto di Xerra, che di Maccini ha grande stima. "Ora, come i giochi, siamo sulla palla e su giro girotondo - preanuncia Xerra - e... dovrebbe cascare il mondo, ma il mondo è ancora qui. Ho pensato a una visione molto semplice, a un disegno lineare e asciutto. E sono contento di avere dei lavori in San Sepolcro, un rione importante anche di povera gente e la povera gente di allora era molto saggia, aveva una cultura primitiva, naturale e poetica in assoluto persino quando qualcuno rubava una mela al mercato. O magari un pallone di gomma, come è successo a me da bambino a Bobbio, da un banco all'altro il pallone si è liberato...".

 

Articolo di Patrizia Soffientini

Staff

Daniele Novara

Fondatore e direttore del CPP, pedagogista e autore

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