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Per educare al cibo coinvolgete i bambini nel rito della tavola

Articolo pubblicato su Libertà

28 Agosto 2015

«Per educare al cibo coinvolgete i bambini nel rito della tavolata»
Il pedagogista Novara ad Expo: fa bene litigare anche quando si mangia insieme

Che litigare faccia bene, quando si litiga nel modo giusto, già lo sappiamo, ma il pedagogista Daniele Novara oggi circoscrive anche un luogo preciso dove litigare fa particolarmente bene. E’ la tavola, che, come una messa in scena teatrale, consente, in un tempo limitato e in un momento di per sé distensivo e sociale, di aprire e chiudere il confronto. Dall’antipasto al dolce. Novara, con il Centro Psicopedagogico sarà in Piazzetta a Piacenza per due giornate (vd. articolo a lato) anche per affermare che “cibo” non è solo dieta, né alimentazione corretta, ma anzitutto è una relazione sociale. A Novara chiediamo di anticiparci alcuni temi. Cibo ed educazione, immediatamente il pensiero va a bambini svogliati che si rifiutano di mangiare. «Il tema è esattamente quello di costruire in famiglia una cultura educativa del cibo che passi non attraverso il cibo stesso ma allo stare insieme. La formula chiave è “fare tavolata” ed è più importante del cibo biologico o della correttezza del cibo assunto, non si può ridurre la questione a semplice nutrizione. Se il bimbo non mangia o mangia troppo, la causa sta altrove. Il cibo ha sempre una valenza affettiva e psicologica nel rapporto fra genitori e figli. Potremmo dire che il bambino “mangia” anche i genitori, non assorbe solo proteine e carboidrati». Un consiglio pratico, per cominciare? «Non far mangiare il bambino davanti a un tablet o a un video, a una Tv accesa, ma coinvolgerlo nel rito di famiglia. Peraltro, è tipico della cultura italiana, siamo già molto avanti in questo, siamo i soli che vanno al ristorante come si va a teatro, il cenere insieme è un modo per passare la serata. Il codice sociale è profondamente inserito nella cultura italiana del cibo, che non esiste senza la compagnia». Lei parlerà anche di cibo e di conflittualità, come si coniugano? «Se n’è occupato efficacemente lo studioso Francesco Arcidiacono, che lavora a Ginevra. Anche in questo caso partiamo dal fatto che il cibarsi non è solo una questione dietetica, anzi nel cibo possono nascere i conflitti più profondi, a cominciare dal genitore che insiste perché il figlio mangi. Un pasto va iniziato e chiuso tutti insieme e va creato a tavola un ambiente di incontro, bisogna accettare che il cibo sia anche conflitto, che questo spazio della “tavolata” sia un momento nel quale è possibile tirar fuori le divergenze, per discuterne. E’ un fatto molto utile e positivo, ha un valore evolutivo per gli adolescenti».

L'ESPERTO PARLERA' ALLE 18:30: "VISIONE SOCIALE, NON DIALETTICA"
Incontri l’1 e 2 settembre e un questionario per permettere alle famiglie di interrogarsi

Il Cpp sarà presente l’1 e il 2 settembre, martedì e mercoledì prossimi, ad Expo 2015 in Piazzetta Piacenza lungo il Cardo, a pochi passi da Padiglione Italia. Per chi partecipa sarà possibile compilare alcuni brevissimi questionari su alimentazione, educazione, conflitti per scoprire qualcosa di nuovo e valutare le proprie competenze nelle situazioni di tutti i giorni. Inoltre, alle 18.30 di entrambi i giorni sono in programma due incontri col pedagogista Daniele Novara aperti a tutti e rivolti principalmente ai genitori per fornire indicazioni pedagogiche sul tema del rapporto fra educazione e cibo: Non lo mangio. Il cibo come luogo di conflitti fra genitori e figli! è il titolo dell’incontro di martedì 1 settembre, mentre il 2 settembre alla stessa ora è la volta di Non solo alimenti! Il cibo come relazione educativa. Allo stand oltre a scoprire gli appuntamenti autunnali del Cpp (corsi, convegni, presentazioni) sarà possibile conoscere l’ampia produzione di testi e materiali pedagogici realizzati nei suoi 25 anni di storia. Il Centro Psicopedagogico ha dunque colto l’occasione dell’ospitalità aperta in Piazzetta incentrando i propri interessi sul tema del cibo e dell’educazione. L’impegno con la presenza dello staff, di materiali informativi bilingui - italiano e inglese - è ingente, anche in termini economici, ma si è pensato all’utilità di portare questo contributo sia per il buon esito della Piazzetta sia perché, in generale «Expo non ha particolare attenzione sui temi educativi in genere e infantili in particolare» commenta lo stesso Daniele Novara: «Non ci sono iniziative, c’è un’ educazione alimentare al limite della medicina, ma cosa profondamente diversa è la gestione educativa dell’alimentazione e del cibo».

Scritto da Patrizia Soffiantini

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