Paura di crescere

Dossier pubblicato su "Scarp de' tenis", marzo 2016

Fragili e infelici. Questa la fotografia degli adolescenti che sempre più spesso tratteggiano ricerche sociologiche e media. Una situazione che diventa tragica per chi da questa fragilità viene sopraffatto: secondo l’Oms nel 2020 il 12 per cento degli adolescenti potrebbe essere affetto da psicopatologie gravi. Sul banco degli imputati la quasi totale assenza di prevenzione e una generazione di genitori sempre più incapaci di dire no e di staccarsi dai figli. E c’è chi decide (gli hikikomori) di non uscire più dalla propria stanza.

L'intervista
Daniele Novara lancia l'allarme: "I genitori non lasciano crescere i figli"

Daniele Novara, pedagogista, nel 1989 ha fondato il Centro psicopedagogico per la pace (Cpp) e la gestione dei conflitti. Gestisce lo sportello di consulenza pedagogica per genitori al Cpp di Piacenza e di Milano. Ha scritto, fra gli altri, “Urlare non serve a nulla”, Bur Rizzoli. A lui abbiamo chiesto di raccontarci come sono i genitori italiani e come si relazionano con i figli adolescenti. «Oggi gli adolescenti sono in difficoltà, con frequenti situazioni di sofferenza esistenziale. Certo, sono instabili per natura ma il problema è che si relazionano con una generazione di genitori che giocano a fare gli adolescenti, e hanno atteggiamenti infantili. Non so quante volte ho ripetuto ai padri e alle madri che i loro figli non cercano un amico nel genitore, ma vogliono che siano adulti, che facciano gli educatori, mettano regole e confini». Le mamme sono le prime imputate: «Oggi a 40 anni la donna con una figlia di 15 si sente giovane come la figlia, ha atteggiamenti simili e si veste come lei. La figlia si trova la concorrente in casa. La transizione dall'età adolescenziale verso l'età adulta passa per un confronto-scontro con la figura di riferimento principale che in questo caso è assente». E poi ci sono i padri: «Se nell'infanzia sono stati poco presenti, nell'adolescenza scompaiono del tutto. O marginali. Le donne si assumono il compito di proteggere il figlio o la figlia in eterno. Ma il padre in adolescenza è indispensabile perché, se la donna rappresenta l'accudimento infantile, la protezione, il controllo, il padre deve esprimere il “codice paterno”, ovvero le istanze di autonomia, esplorazione, avventura, in una parola allontanamento. Il papà è più predisposto a gestire l'allontanamento di un figlio senza un peso emotivo eccessivo». 
Novara racconta di adolescenti iperprotetti, ipercoccolati e poco autonomi. «Parlo di ragazzini che la mamma bacia in bocca e li chiama solo amore e tesoro. Li infantilizzano al punto che a 13 anni dormono con i genitori nel lettone. E quando si separano padre e madre li mettono a dormire con loro. Tutti gli strumenti di autonomia gli sono negati per non consentirgli di crescere. È gravissimo e pericoloso sotto il profilo psicologico. L'amore genitoriale deve consentire ai figli di staccarsi, di andarsene, è questo che in Italia ancora non si riesce a capire».

Intervista di Daniela Palumbo

Staff

Daniele Novara

Fondatore e direttore del CPP, pedagogista e autore

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