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Olimpiadi coi figli: guardale così

Intervista su "Radiomamma", 25/07/2016

No a campionismo e prediche, sì alla festa e alle storie positive. Le dritte di Josefa Idem e Daniele Novara per godersi i Giochi di Rio in famiglia

C’è un modo giusto e un modo sbagliato di vedere le Olimpiadi con i bambini e di parlare di sport? In previsione dei Giochi in programma dal 5 al 21 agosto a Rio de Janeiro, e alle tante gare, vittorie e sconfitte cui assisteremo insieme ai nostri figli, l’abbiamo chiesto a una super atleta e mamma, Josefa Idem (8 Olimpiadi e 5 medaglie olimpioniche nella canoa), e a un pedagogista, Daniele Novara, che concordano nella risposta: “No al campionismo e alle lezioni di vita!”. 

Ecco le loro dritte per goderci in famiglia i prossimi Giochi.

Innanzitutto, la festa dei popoli e dello sport
Josefa IdemLo sport è trasmissione culturale e le Olimpiadi, specie la cerimonia d’apertura, in un momento così difficile per il mondo, possono essere l’occasione per ragionare di pace.

Daniele NovaraMancherà la Siria ai Giochi, spiega ai tuoi figli perché non è tra i Paesi che si incontrano a Rio. Racconta della tregua olimpica, di come sono nate queste gare e perché.

No al campionismo e alle prediche su duro lavoro e disciplina
Josefa Idem: I Giochi possono aiutarti a parlare con bambini e ragazzi di impegno e spirito di sacrificio, ma non con un “guarda e impara, guarda e diventa un campione”. Rischi di ottenere l’effetto contrario: che fuggano dallo sport quando invece è così importante che lo pratichino. Prova con delle domande – secondo te, come si è preparato questo atleta, come è arrivato a Rio? – e sottolinea il lato piacevole dello sport.  Tutti i campioni hanno iniziato da piccoli a fare sport per gioco, per stare in compagnia e poi qualcuno ha scoperto un talento. Si inizia per piacere e diletto, tutti allo stesso livello, poi c’è chi ha più talento, è più motivato, lavora duro perché lo rende una sua priorità e quindi ha voglia di fare di più… E così si arriva a vincere.

Daniele NovaraAttenti al “campionismo”, al trasmettere ai bimbi l’idea che dobbiamo essere tutti numeri uno. Il senso dello sport è il riconoscimento delle proprie forze fisiche e morali, è la capacità di sintonizzarsi con le proprie forze e risorse. E ricordiamoci questo: quasi tutti i tecnici concordano che l’agonismo per i bimbi piccoli, diciamo fino alla fine delle elementari, non ha senso, e che la sconfitta a livello infantile è una esperienza inutile.

Ispira i bambini con storie positive
Josefa IdemRendi questa festa dello sport accessibile e vicina ai tuoi figli, coinvolgendoli. Se, per esempio, praticano il nuoto, inizia da lì. Usa le storie, racconta che Federica Pellegrini ha iniziato proprio come lui/lei, e chissà come si divertiva alle pizzate dopo gli allenamenti. Trova il campione che si allenava nella tua città o che andava in vacanza dove vai tu. Condivi aneddoti sui record, sulle sfide. Ascolta le interviste in cui i campioni raccontano come hanno iniziato, come si sentono in gara e alla vigilia, come si preparano. E’ un modo per renderli “umani” e fare sentire i bambini coinvolti.

Daniele NovaraEvitate l’immedesimazione con il campione e portate l’attenzione sull’uso del corpo in modo intelligente. Sulla concentrazione prima di una partenza o di un salto, sul rispetto degli avversari, sul dosare le proprie energie.

 

Intervista di Cristina Colli e Carlotta Jesi

Staff

Daniele Novara

Fondatore e direttore del CPP, pedagogista e autore

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