L’essenziale per crescere - intervista a Daniele Novara

Daniele Novara parla di pedagogia nella sua forma più attuale e concreta!

L'essenziale per crescere. Educare senza il superfluo. Perché i genitori moderni dovrebbero averlo?

Dott. Novara, a chi è rivolto il suo nuovo libro L’essenziale per crescere. Educare senza il superfluo
Questo libro è rivolto ai genitori e, specialmente, ai genitori dell’infante e della preadolescenza. Questa è, infatti, l’età più importante in cui si vedono gli automatismi sia comportamentali sia emotivi e in cui, la responsabilità dei genitori è decisamente elevata. Durante l’adolescenza, poi, si raccolgono i frutti dolci o amari di quella che è stata l’educazione in età infantile.
Il mio scopo è quello di aiutare i genitori a fare le mosse giuste dal punto di vista educativo tanto più nei primi anni di vita dei figli.

Il titolo parla di “essenziale” per crescere: in che senso lo intende? 
L’educazione dei figli è un problema di misura. 
Ad esempio, non c’è niente di male a mangiare la carne, ma se uno mangia solo carne e mai verdura è un problema. 
Allo stesso modo, non c’è niente di male, dopo i 3 anni, nel guardare la televisione una mezz’oretta ma se la si guarda per tre ore, i danni sono forti. 
Non c’è niente di male ad andare sul passeggino ma se lo faccio a 3-4 anni è un problema perchè invece di camminare mi faccio portare in giro. 
Quindi, l’educazione è sempre un problema di misura in relazione all’età: quello che vale per un bambino di 9-10 anni, non vale per un bambino di 3. 
Ad esempio, un bambino di 3 anni deve dormire circa dodici ore al giorno; se noi gli togliamo il pisolino, dormirà in automatico dieci ore perchè gli togliamo una-due ore di sonno. Mentre, un bambino di 6 anni può dormire tranquillamente per dieci ore al giorno non risentendo del mancato pisolino.
Ecco che l’educazione è questo. L'essenziale vuol dire trovare la misura giusta. 
Se in un compleanno ricevo un regalo va bene, ma se ne ricevo trenta risulta eccessivo e soffoca l’immaginazione dei bambini, la loro necessaria richiesta di conquistarsi uno spazio ludico più spontaneo
Nel libro lavoriamo su queste componenti senza dimenticare che i nostri bambini, i pochi che ci sono – com’è noto l’Italia ha il tasso demografico più basso di tutta l’aria dei paesi industrializzati o sviluppati – sono i più soffocati dal consumismo. 
I genitori dei bambini italiani spendono molto per i loro figli senza una vera motivazione. Quindi risultano assaliti da un marketing davvero odioso, specialmente il marketing digitale, che è particolarmente sadico e ha preso i mira, più piccoli, anche bambini di 2,3,4 anni proponendo una vita virtuale. I bambini, al contrario, hanno bisogno di una vita esperienziale, concreta, sensoriale, come direbbe la Montessori. Non hanno bisogno di scoprire la natura davanti a un videoschermo; hanno bisogno di scoprirla in un bosco, in un prato, in un giardino, in un orto. nel libro L’essenziale per crescere ribadiamo questi concetti abbastanza elementari ma che purtroppo i nuovi genitori stanno dimenticando.

Perchè ha deciso di scrivere un libro a quattro mani con una giornalista come Silvia Calvi? 
La cosa è nata abbastanza casualmente. 
Com’è noto Silvia Calvi è stata una delle maggiori giornaliste di Donna Moderna
In venti anni di conversazioni tra me e lei, è nato una sorta di sodalizio. Lei mi intervistava spesso per dei pezzi a sfondo infantile o comunque riguardanti i bambini o i ragazzi tanto che poi divenne responsabile di un inserto dedicato ai bambini. Le nostre conversazione sono state centinaia; poi divennero articoli finchè Silvia Calvi mi propose già nel lontano 2008 una pubblicazione che nel 2012 divenne un libro. Allora il libro fu pubblicato dalla Mimesis con lo stesso titolo di oggi; poi, visto che il libro risultava molto attuale, la Mondadori ne ha acquistato i diritti ed il libro è stato ripubblicato in una collana di prestigio. Ovviamente l’apporto giornalistico rende più semplici e più accattivanti quelli che sono i nostri contenuti più sentiti, e il genitore risulta più stimolato da un tipo di pubblicazione che può aiutarlo concretamente a fare il meglio per i propri figli.

Il suo libro è quindi un manuale di “consigli pratici” per essere genitori?
Il temine “consiglio” non lo uso mai. Uso il termine “informazioni”. Si tratta di informazioni all’interno di una cornice anche molto narrativa. Oggi come oggi i genitori sono assediati da “fake“, cioè da informazioni sbagliate che si trovano sostanzialmente su internet e che vengono utilizzate in maniera compulsiva… si tratta magari di altri genitori raccontano esperienze totalmente personali, se non eccentriche, e che vengono proposte come la verità. 
Io non ho mai avuto la necessità di propormi come verità assoluta ma senz’altro quella di essere a disposizione dei genitori e dare delle informazioni affidabili, sostanzialmente tarate su argomenti anche spinosi come ad esempio i litigi fra i bambini. Nelle mie ricerche ho rivelato che i litigi fra i bambini non corrispondono alla violenza, fanno bene ai bambini e, normalmente, i bambini li risolvono tra di loro. Semmai, proponendo il metodo “litigare bene” ho aiutato i genitori a creare i conflict corner, la pausa gomitolo, cioè strumenti per aiutare i propri figli a gestire i litigi, piuttosto che cercare il colpevole che pare essere l’atteggiamento più deleterio verso i figli.
Quindi, le informazioni che ho su base scientifica le comunico ai genitori, oppure le trasformo in informazioni pedagogiche, fermo restando che le stesse informazioni pedagogiche possono essere fraintese e che bisogna poi collocarle in un discorso più complessivo e contestualizzarle. 
La mia pedagogia è un sistema organico (non è come andare dal farmacista) che permette ai figli di crescere senza punizioni, senza urla, e nella piena autonomia.

Intervista a Daniele Novara a cura di Cinzia Rampino pubblicata su donnaclick.it, 19/04/2017

Staff

Daniele Novara

Fondatore e direttore del CPP, pedagogista e autore

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