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Le paure più ricorrenti tra i bambini dai 2 ai 6 anni

Di: Daniele Novara

Come affrontare la paura del buio

Anche se non esistono statistiche sull’argomento, secondo le più recenti ricerche delle associazioni pediatriche, le paure più ricorrenti tra i bambini dai 2 ai 6 anni sono in ordine di importanza: 

1.  Paura del buio
2.  Paura di insetti, serpenti e topi
3.  Paura dei grossi animali
4.  Paura dei temporali
5.  Paura dell’acqua
6.  Paura del dottore 

Paure differenti perché, naturalmente, quelle che riguardano insetti, animali e medico possono essere indotte dal comportamento dei genitori o da un’esperienza traumatica.

Le altre, invece, sono paure di tipo ancestrale, profonde e destinate a scomparire da sole con l’età.

Paura del buio

Anche dietro la paura del buio, che riguarda la quasi totalità dei bambini attorno ai 3 anni, inclusi quelli che non la esternano, c’è una paura ancestrale, profonda: quella del distacco dai genitori, dell’abbandono, dell’esclusione.
Infatti non compare nei primi 2 anni di vita, quando il bambino vive ancora in una sostanziale simbiosi con i genitori, specialmente con la mamma e, quindi, non considera il buio come fonte di paura e apprensione: la vicinanza del genitore è sufficiente a garantirgli una sicurezza adeguata. 

Dal terzo anno di vita, invece, prende consapevolezza del buio e comincia a provare delle inquietudini che richiedono l’attivazione di dispositivi pedagogici che gli permettano di affrontare l’esperienza del passaggio dal giorno alla notte, con questa sospensione della vigilanza consapevole che è il sonno, in maniera fiduciosa e potendo così godere dei benefici del riposo notturno. Alla base, però, conta lo stato emotivo dei genitori: più questi sono tranquilli, senza ansie particolari, né atteggiamenti dispotici e giudicanti (“Ormai sei grande!”, “Ma non ti vergogni?”) più il bambino sarà in grado di affrontare la notte in maniera tranquilla e favorevole. 

Vediamo, allora, quali sono le soluzioni utili.

La lucina

La lucina è il metodo più banale per evitare la totale oscurità e poter così affrontare la notte senza ansie.
Un dispositivo così efficace che molti non lo abbandonano neanche da grandi: tanti adulti, per affrontare lo stato di vulnerabilità in cui li pone il sonno, preferiscono dormire con un po’ di luce. 

L’oggetto transazionale

Il secondo dispositivo pedagogico è un oggetto, un pupazzo o un peluche, da tenere nel lettino e che, simbolicamente, consente di mantenere un contatto con il genitore.  

La storia

Ascoltare una storia narrata dai genitori, specialmente della voce della mamma il cui suono è molto famigliare perché ascoltato già nel pancione, è il terzo dispositivo pedagogico efficace per vincere la paura del buio.
Perché la voce dei genitori rassicura e tranquillizza il bambino. In questo caso, naturalmente, basta calibrare il testo in base all’età: con i bambini più piccoli, di 2-3 anni, sono preferibili ninne nanne e brevi filastrocche, attorno ai 3-4 anni, invece, si possono leggere storie più complesse con figure che entrano nell’immaginario del bambino aiutandolo a vincere la paura della notte.

Altre soluzioni 

Per vincere questa paura, infine, si possono usare anche dispositivi diversi, più specifici e in sintonia con la personalità del bambino, come le stelline fosforescenti sul soffitto, un sottofondo musicale oppure, semplicemente, un bicchiere d’acqua (alcuni bambini si sentono rassicurati dal bere un po’ d’acqua prima di dormire): anche se i primi tre consigli restano i più efficaci e diffusi, ogni genitore attento saprà trovare la soluzione più adatta al proprio bambino.


Articolo di Daniele Novara, pedagogista e direttore CPP.

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