La Terra ci è stata data in prestito

Di: Daniele Novara

Basta egoismo e ingiustizie. Investiamo sulle famiglie

Per gli auguri di Buon Natale, quest’anno ho usato un’antica frase degli Indiani d’America:

La Terra su cui viviamo non l’abbiamo ereditata dai nostri padri L’abbiamo presa in prestito dai nostri figli.

Mi fa piacere ritrovare le stesse parole nel messaggio di Papa Francesco: “L’ambiente stesso è un prestito che ogni generazione riceve e deve trasmettere alla generazione successiva”. Da sempre, nel patto fra le generazioni sussiste questa idea che nessuna di esse può permettersi di utilizzare tutte le risorse a proprio favore senza considerare che le quelle successive hanno bisogni ugualmente legittimi e necessari. Oggi questo patto sembra essersi incrinato. Lo ha espresso in maniera tranchante Greta Thunberg quando alle Nazioni Unite ha espresso lo sdegno di una generazione che sente mancare la terra sotto i piedi.

Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia con le vostre parole vuote... 

Interi ecosistemi stanno collassando. 

E tutto ciò di cui parlate sono soldi e favole di eterna crescita economica? 

Come osate?

Parole dure che segnano non solo un conflitto generazionale, ma l’allarme di un momento storico critico dove l’umanità si sente sotto minaccia: da un lato, la pandemia, dall’altro, cambiamenti climatici rispetto ai quali i potenti del momento faticano a prendere le decisioni giuste. 

Ma il vero grande tradimento nel dialogo fra le generazioni è rispetto alle responsabilità educative che ogni adulto ha nei confronti dei nuovi nati. Dice giustamente Papa Francesco: "È l’educazione a fornire la grammatica del dialogo tra le generazioni."

La società sembra aver perso un linguaggio comune. Ci vuole oblatività per rinunciare al proprio narcisismo e dedicarsi alla crescita dei piccoli che si affacciano alla vita e al mondo sociale. Una scelta apparentemente scontata ma che oggi subisce troppi inceppamenti. Le famiglie sono lasciate spesso sole nella crescita dei figli diventata un’incombenza eccessiva, come se i bambini apparissero fastidiosi, quasi inutili. Le politiche sociali ed educative stentano a creare spazi per i più piccoli e i più giovani. Si preferisce un parcheggio a un campo giochi. Un supermercato a una ludoteca. Un condominio a uno spazio verde. Bisognerebbe ricordare che i tanti miliardi di euro in arrivo dall’Europa fanno parte del Piano Next Generation.

Prioritari sono pertanto i Nidi, le Scuole Materne, l’investimento per le scuole e a favore dei genitori, con sostegni specifici quale il bonus pedagogico per migliorare le competenze educative nella crescita dei figli. La generazione che è al potere, non solo ha il dovere, ma ha tutto l’interesse a considerarsi parte di una catena generazionale più ampia, dove la staffetta di mano in mano risulta più ricca e bella, non una mina vagante pronta ad esplodere e che si preferisce lasciare a chi verrà dopo di noi. Le parole del Papa al proposito sono inequivocabili e non possiamo che ascoltarle con riconoscenza.


Articolo di Daniele Novara, pedagogista, pubblicato da Avvenire il 22 dicembre 2021.

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Art Avvenire 22 dicembre