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La classe: uno strumento di apprendimento

Articolo pubblicato su "Libertà"

9 Febbraio 2016

Il pedagogista piacentino domani presenta il libro Con gli altri imparo alla Passerini Landi

Un libro di indicazioni pratiche che fornisce anche "un modello alternativo di scuola rispetto a quello basato sulla successione lezione-studio-interrogazione". Il pedagogista piacentino, Daniele Novara, fondatore e direttore del Centro Psicopedagogico per l'educazione e la gestione dei conflitti (CPP), è tornato ora in libreria con un nuovo volume, Con gli altri imparo, scritto insieme a Elena Passerini, formatrice e regista di sociodramma, dal 1998 collaboratrice del CPP.

Entrambi gli autori saranno presenti domani alle 17 nel salone monumentale della biblioteca Passerini Landi, in via Carducci 14,  all'incontro durante il quale Novara si soffermerà sulle tematiche affrontate nelle pagine di un agile strumento, articolato in esposizione teorica e tanti esempi pratici, rivolto agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado, dalla materna alle superiori. 
Il sottotitolo, Far funzionare la classe come gruppo di apprendimento, mette subito a fuoco una problematica avvertita da Novara, ossia che gli studenti trascorrono ore e ore in aula senza però riuscire a conoscersi reciprocamente e dunque senza creare quel gruppo all'interno del quale si impara gli uni dagli altri. Un primo ostacolo alla realizzazione della piccola comunità è "la disposizione dei banchi. In Italia sistematicamente vengono posizionati frontalmente rispetto alla cattedra del docente, comunicando l'idea che i ragazzi non sono in classe per lavorare insieme, ma per ascoltare una persona che parla, l'insegnante". 

Per Novara sarebbe invece più adatta una sistemazione a isole, in cerchio oppure secondo un semicerchio. "Solo così possiamo concretizzare l'ideale di una scuola come laboratorio, dove gli alunni interagendo insieme gestiscono i processi di conoscenza, imitandosi e attivando i processi legati al funzionamento dei neuroni specchio e alle ultime ricerche della neuroscienza". Il segreto sarebbe quindi permettere a bambini e ragazzi di interfacciarsi con questioni "compatibili con la loro età e le loro conoscenze, mentre quanto spiegato ex cathedra dagli insegnanti risulta troppo lontano dal mondo degli studenti". In quest'ottica, l'insegnante ha il compito "di favorire l'apprendimento tra compagni aiutando la classe a funzionare come un gruppo, a costruire l'appartenenza a un gruppo. Per farlo, occorre adottare un metodo per strutturare l'attività di ricerca, di cooperazione, di problematizzazione con cui affrontare insieme agli allievi le materie da imparare. L'insegnante deve allearsi con i ragazzi per lavorare assieme a loro in funzione degli obiettivi scolastici". Fermo restando che, per Novara, i bambini "imparano dai compagni, lavorando insieme e non isolando gli alunni come se si trattasse di monadi assolute". Tra i mezzi che il volume invita a esplorare, c'è la scrittura collettiva. Una volta costituito il gruppo, attraverso le attività di carattere socio-affettivo, è necessario impegnarsi a conoscere sé e gli altri, per "vivere una socialità profonda, non quella virtuale dei social network. La scuola diventa così un'esperienza dove incontro persone che mi interessano, mi aiutano a crescere e a imparare".

 

Articolo di Anna Anselmi

Staff

Daniele Novara

Fondatore e direttore del CPP, pedagogista e autore

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