Né buoni né cattivi

L'alfabetizzazione al conflitto per una nuova cittadinanza

Convegno Nazionale CPP - 12 ottobre 2019 a Milano 

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La circoncisione infantile

È necessario aprire un dibattito

Durata: tempo di lettura 4 minuti

UNA QUESTIONE CONTROVERSA

In Danimarca si raccolgono firme per vietare la circoncisione, dopo la legge che vieta il burqa entrata in vigore lo scorso anno. I capi religiosi non hanno commentato: le motivazioni sembrano rientrare in una logica anti migranti, di profilo razzista e xenofobo (1). Anche l’Associazione dei medici danesi si è espressa a favore di una legge chiedendo che la pratica sia ritenuta illegale sotto i 18 anni.

Anche in Islanda si vuole bandire la circoncisione. È stato depositato un disegno di legge, voluto a maggioranza, che prevede una pena detentiva di sei anni per chiunque sia riconosciuto colpevole di “rimozione di organi sessuali in toto o in parte”. Si descrive la circoncisione come una “violazione” dei diritti (2). In questo caso però l’opposizione delle autorità religiose è stata netta e per il momento la proposta è rimasta nel cassetto (3).

La Svezia già nel 2012 ha chiesto che venisse fermata la circoncisione soste­ nendo che l’operazione “è dolorosa e irreversibile e può avere effetti indesiderati" e attivandosi per "prendere tutte le misure efficaci appropriate per abolire le pratiche tradizionali che possono pregiudicare la salute dei bambini" (4). Ad oggi però nulla è stato fatto. In Germania il tribunale di Colonia nel 2012 ha stabilito che la circoncisione dei bambini per qualsiasi motivo che non sia strettamente medico è "una ferita inferta volontariamente", ossia è una pratica violenta e deve essere considerata illegale. Una sentenza storica per il diritto tedesco (5). L’Ordine dei medici aveva dunque vietato tale pratica ma dopo le proteste di musulmani ed ebrei la circoncisione dei bambini è stata nuovamente consentita ma solo se praticata da un medico che ha l’obbligo di mettere a conoscenza dei genitori le conseguenze che potrebbe comportare. Angela Merkel si è espressa contro l’ordine dei medici sostenendo l’importanza di garantire a ebrei e musulmani la loro pratica religiosa (6).

La questione è molto controversa: da un lato la necessità di preservare l’integrità fisica dei bambini e di impedire azioni irreversibili a un’età in cui non è possibile per loro decidere, dall’altra la questione religiosa, fondante per molte comunità.
Già la Legge 101 del 1989, che ha approvato l'intesa tra l'Italia e le comunità ebraiche italiane, ha riconosciuto la conformità della pratica circoncisoria ebraica ai principi del nostro ordinamento giuridico. Un'apertura che il Comitato nazionale di bioetica ritiene debba essere estesa, per analogia, anche alle altre confessioni religiose. Dal punto di vista giuridico la circoncisione rituale maschile in Italia è ammessa, mentre quella femminile è vietata da una legge specifica, la 7/2006, che ne punisce i responsabili con la reclusione da quattro a dodici anni. Il legislatore ha tirato una linea tra due atti concettualmente affini, ma di diversa gravità. La mutilazione femminile viene definita grave mentre quella maschile lieve. Si tratta di pratiche religiose che sono irrinunciabili, a detta dei fedeli. Parliamo del mondo ebraico ed islamico in particolare. Alcune regioni, come la Toscana, il Lazio, il Piemonte e il Friuli­Venezia Giulia hanno previsto la possibilità di eseguire l’intervento tramite il Servizio Sanitario Na­ zionale con un ticket abbastanza sostenibile. Nel 2016 è partita una convenzione con alcuni medici, con una spesa che si attesta attorno ai quattrocento euro in regime di attività libero professionale come prestazione extra Lea (Livelli es­ senziali assistenziali) grazie a un progetto “clinico culturale” che vede tra i sottoscrittori il Policlinico Umberto I di Roma, l'Associazione internazionale Karol Wojtyla, la Comunità ebraica di Roma e il Centro islamico culturale d'Italia. Il progetto ha coinvolto nel primo anno i residenti nel Lazio, dove vivono tra gli ottan­ tamila e i centoventimila musulmani e nascono ogni anno tra i seicento e gli ottocento bambini, e poi potrà essere esteso alle altre regioni (7).

DA DOVE NASCE QUESTA PRATICA?

La prima rappresentazione figurata della pratica della circoncisione risale al 2300 a.C. e si trova sulla parete di una tomba a Saqqara, nel Basso Egitto. Mentre la più antica citazione scritta risale a qualche centinaio di anni dopo, quando un anonimo autore si vanta di aver sopportato il dolore durante una circoncisione di massa. Nel Libro dei Morti, il passaggio relativo al dio sole Ra che si taglia pare si riferisca a una circoncisione. Le fonti non spiegano però la ragione di questa pratica, che forse riguardava solo i sacerdoti. La circoncisione fa il suo debutto culturale nel libro della Genesi, in cui Abramo è circonciso per volere del Signore per ingravidare la moglie Sara, ma il suo scopo nella religione giudaica è rituale e non medico. L’atto instaura un potente legame tra gli ebrei e il loro Dio.

La circoncisione ebraica è interpretata come segno del patto tra Dio e il popolo ebraico tanto da essere considerata da alcuni rabbini come il principale coman­ damento dato da Dio agli ebrei. Non è pertanto un rito di iniziazione paragona­ bile al battesimo cristiano, in quanto l’essere ebreo non dipende dalla circoncisione, ma dall’essere nato da madre ebrea. Individuare le origini di tali rituali appare impresa ardua, considerando che esistono documenti storici che ne fanno immaginare la pratica già dal 5000­-6000 a.C. In Egitto la circoncisione sia maschile che femminile è documentabile fin dal III millennio a.C. ed il fatto che la Bibbia ricordi che originariamente venisse praticata con coltelli rituali di selce rende probabile l’ipotesi che risalga fino all’età della pietra (10).

Sebbene uno dei quattro vangeli riferisca che anche Gesù era circonciso, le prme comunità cristiane decisero di ammettere anche i non circoncisi, mentre l’Impero romano abolì la pratica. Il rifiuto della Chiesa cattolica di ammettere il “rito” della circoncisione fece sì che divenisse una prerogativa delle culture ebrea e musulmana. Questo fino alla metà del Settecento, quando la masturbazione maschile cominciò a essere considerata un problema medico, causa scatenante di squilibrio e di malattie, oltre che peccato. Nel 1891 il presidente del Royal College of Surgeons of Great Britain pubblicò un trattato intitolato La circoncisione come misura preventiva contro la masturbazione, e ancora nel 1930, negli Stati Uniti la circoncisione era con­ siderata la “cura” per la masturbazione. Solo dopo la Seconda guerra mondiale, il sistema sanitario nazionale britannico smise di sovvenzionare l’operazione perché i benefici per la salute non erano dimostrati. Nel 2012 l’associazione di categoria, la American Academy of Pediatrics, per la prima volta nella storia approva pubblicamente la circoncisione alludendo ai suoi benefici pratici e snocciola le linee guida e i consigli per provvedere alla pratica dei piccoli. A suggellare la decisione dei medici, arriva anche l’appoggio dell'associazione dei ginecologi e ostetrici statunitensi, la seconda categoria coinvolta, da anni, nella discussione sui pro e contro dell’operazione in giovane età (11). Tuttavia nello stesso anno un tribunale tedesco aveva stabilito che la circoncisione di giovani maschi causa gravi lesioni personali.
Il Consiglio di Europa ha chiaramente espresso attenzione per l’integrità fisica dei bambini e degli adolescenti, annoverando la circoncisione tra le pratiche che intervengono su questa integrità. Non attiva però un divieto ma solo una generica indicazione agli stati membri di salvaguardia dei più piccoli (12).

LE PROBLEMATICHE

La questione è senza dubbio spinosa e sorge un dubbio: questo tipo di pratiche può considerarsi traumatico? La questione dell’integrità è importante e parlando di diritti dei minori è quanto mai saliente. Cosa succede a un indivi­ duo che ha subito una pratica violenta su di sé? Che tipo di ripercussione può avere? C’è una correlazione tra violenza subita e violenza agita?

La nota psicologa Alice Miller riporta nel suo L’infanzia rimossa un brano di De­ smond Morris in cui viene sottolineata la crudeltà delle mutilazioni genitali: “Nella maggior parte dei casi la violenza è prodotta mediante la mutilazione sia del maschio che della femmina. Queste sorprendenti forme di mutilazione sono più antiche della stessa civiltà. È verosimile che esistessero già nell'età della pietra. Benché nel caso della circoncisione ci si trovi con tutta evidenza dinanzi a lesioni intenzionali che gli adulti infliggono ai bambini, si è sempre preteso di farlo animati dalle migliori intenzioni. [...] Una delle più antiche motivazioni della circoncisione maschile, l'eliminazione del prepuzio, era che garantiva l'immortalità sotto forma di sopravvivenza dopo la morte. Questa curiosa convinzione si basava sulla osservazione che il serpente si libera della pelle e riappare poi come 'rinato' nelle sue nuove, smaglianti scaglie” (13). Ancora Alice Miller, ne La persecuzione del bambino (14) cerca di mettere in guardia gli educatori dagli effetti della pedagogia nera della religione. La circoncisione, a detta sua è una pratica di pedagogia nera e non potrà che avere ripercussioni sulla vita futura dell’individuo.

Alcuni studi fatti in ambito anglosassone hanno rilevato che la pratica della circoncisione causa un vero e proprio trauma. Viene riportato che è spesso eseguita su neonati senza anestetico o con anestetico locale inefficace a ridurre sostanzialmente il dolore (15). È importante considerare anche gli effetti del dolore post­operatorio nei neonati circoncisi (indipendentemente dal fatto che venga utilizzata l'anestesia), descritto come "grave" e "persistente" (16).

Inoltre nel 2012 molti psicologi, medici e diverse organizzazioni mediche e di categoria si sono dichiarate profondamente preoccupate dalle linee guida sulla questione emesse dal Congresso americano, basate su studi ritenuti metodologicamente errati, e fortemente criticati dall'American Academy of Pediatrics (17).

Sebbene alcuni credano che i bambini "non ricorderanno" il dolore, ora sappiamo che il corpo "ricorda", come dimostrato da studi che ci dicono che i bambini circoncisi sono più sensibili al dolore più tardi nella vita (18). Le ricerche condotte hanno individuato distinti modelli comportamentali caratterizzati da aumento dell'ansia, alterazione della sensibilità al dolore, iperattività e problemi di attenzione (19).

La circoncisione nell'infanzia e nell'adolescenza sembra avere conseguenze psicologiche negative significative. A seguito di un evento traumatico, molti bambini sperimentano ansia, depressione e rabbia, e molti altri cercano di evitare e reprimere questi sentimenti dolorosi (20). Inoltre, i bambini spesso sperimentano una debilitante perdita di controllo che influisce negativamente sulla loro capacità di regolare le emozioni e di dare un senso all'esperienza traumatica (21). In uno studio sugli adulti circoncisi durante l'infanzia, Hammond (22) ha scoperto che molti uomini concettualizzavano la loro esperienza di circoncisione come un atto di violenza, mutilazione o violenza sessuale.

DOMANDE APERTE

La faccenda è complicata per la forte commistione con l’elemento religioso. La religione impone talvolta dei rituali, e questo ne è un eclatante esempio, che non tengono conto dell’integrità dei bambini. La domanda principale è allora proprio questa: come conciliare il diritto dell’individuo, sancito dalla carta dei diritti dell’uomo ad avere un corpo integro e a non subire violazioni, e rispettare anche il diritto derivante dalla pratica religiosa? 
Il conflitto è aperto ed è importante. Quanto un bambino e una bambina hanno diritto a non essere sottoposti a queste pratiche? Molti studi, come dimostrato, sottolineano che la pratica violenta della circoncisione causa trauma nei bambini: è più importante la questione legata al culto del benessere psicofisico?

E poi, cosa accade veramente a livello di riproposizione della violenza subita? Gli studi sulla vita prenatale e neonatale ci dicono chiaramente che un agito violento subito nelle primissime fasi della nostra vita ha ripercussioni certe sul nostro futuro. Ogni violenza subita viene nella maggior parte dei casi restituita, vediamo quello che accade con la pedofilia o con le punizioni corporali.

Può la circoncisione creare una condizione tale per cui perpetrare violenza diventa più facile? “Qualsiasi pratica sanitaria attuata sul bambino, in modo particolare se invasiva, può avere delle conseguenze traumatizzanti sul suo sviluppo esistenziale” (25).

Come si sviluppa questo trauma? Può diventare logica violenta?
 Credo che la strada sia tutta in salita, un dibattito che sarebbe utile accendere e attivare, per poter stare dalla parte dei bambini, sempre.


Articolo di Paola Cosolo Marangon pubblicato sulla rivista Conflitti n° 2-2019 dove sono presenti altri approfondimenti.


1  A. Tarquini, Cresce in Danimarca il sentimento anti migranti, dopo il burqua si vuole proibire anche la circoncisione, «la Repubblica», 11 giugno 2018, www.repubblica.it/esteri/2018/06/11/news/danimarca_anti_migranti_dopo_il_burqa_ora_si_vuole_proibire_anche_la_circoncisione-198713748/

2  Aa. Vv., L’isola infelice. L’Islanda ha eliminato i down, ma ora vuole proibire la circoncisione, «Il Foglio», 3 febbraio 2018, www.ilfoglio.it/bioetica-e-diritti/2018/02/03/news/l-isola-infelice-176706/

3  I. Myr, A Riga i rabbini europei discutono delle leggi contro la circoncisione e le norme alimentari, «Bet Magazine Mosaico», 1 maggio 2018, www.mosaico-cem.it/attualita-e-news/mondo/leggi-europa-circoncisione

4  Adnkronos, Salute: circoncisione, in Svezia chiesto il divieto, 1 ottobre 2013, www1.adnkronos.com/Archivio/AdnSalute/2013/10/01/Sanita/Salute-circoncisione-in-Svezia-chiesto-il-divieto_110100.php

5  Aa. Vv., In Germania la circoncisione religiosa è ora illegale, «Globalist Syndication», 28 giugno 2012, 
www.globalist.it/news/2016/05/08/in-germania-la-circoncisione-religiosa-e-ora-illegale-26817.html

6  P. Lepri, Merkel in prima linea sulla circoncisione: “Ingiusto vietarla”, «Corriere della Sera» 14 luglio 
2012, www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=2&sez=120&id=45255

7 F. Micardi, Circoncisione negli ospedali pubblici per 400 euro, «Il Sole 24 ore», 23 novembre 2016, www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-11-23/circoncisione-ospedali-pubblici-400-euro-- 214958.shtml?uuid=AD6tZm0B&refresh_ce=1

8  www.comunitaebraicabologna.it/it/cultura/ciclo-della-vita/835-la-circoncisione-brit-milah

9  A, Cilardo, Il minore nel diritto islamico. Il nuovo istituto della “kafala”, in La tutela dei minori di cultura islamica nell'area mediterranea. Aspetti sociali, giuridici e medici, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 
2011, pp. 226-231.

10  Aa. Vv., Le mutilazioni genitali rituali: dimensioni etiche e medico legali di un fenomeno sociale, «Difesa 
Sociale», vol. LXXXV, n. 3-4, 2006, pp. 39-52.

11  B. Goodman, New Policy Supports Choice for Male Circumcision, 27 agosto 2012, www.webmd.com/parenting/baby/news/20120827/new-policy-supports-choice-male-circumcision#1

12  T. Onida, Diritto dei bambini a una piena integrità fisica, Centro Nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza, 21 marzo 2014, www.minori.gov.it/it/minori/diritto-dei-bambini-a-una-piena-integrita-fisica

13 A. Miller, L’infanzia rimossa. Dal bambino maltrattato all’adulto distruttivo, Garzanti, Milano 1986, pp. 218-220.

14 A. Miller, La persecuzione del bambino. Le radici della violenza, Bollati Boringhieri, Torino 1989.
15 J. Lander et altri, Comparison of Ring Block, Dorsal Penile Nerve Block, and Topical Anesthesia for Neonatal Circumcision: A Randomized Controlled Trial, «JAMA», 278 (24), 199, pp. 2157-2162, doi:10.1001/jama.1997.03550240047032

16  C.R. Howard, F.M. Howard M.L. Weitzman, Analgesia acetaminofene nella circoncisione neonatale: l'effet
to sul dolore, «Pediatria», 93, 1994, pp. 641-646.

17  Si veda Aa. Vv., Pregiudizio culturale nella relazione tecnica del 2012 dell'AAP e dichiarazione sulla politica 
sulla circoncisione maschile, «Pediatria» 131, 2013, pp.796-800, http://it.psy.co/il-danno-psicologico-della-circoncisione.html

18 A. Taddio, J. Katz, A.L. Ilersich, G. Koren, Effetto della circoncisione neonatale sulla risposta al dolore durante la successiva vaccinazione di routine, «Lancet» 349, 1997, pp. 599-603.

19 K.J. Anand, F.M. Scalzo, Le esperienze neonatali avverse possono alterare lo sviluppo del cervello e il successivo comportamento?, «Biol Neonate», 77, 2000, pp. 69-82.

20 E. Gill, Helping Abused and Traumatized Children: Integrating Directive and Nondirective Approaches, Guilford Press, New York 2006.

21 B.A. Van der Kolk, Disordine traumatico dello sviluppo: verso una diagnosi razionale per bambini con storie traumatiche complesse, «Annali psichiatrici» 35, 2005, pp. 401-408.

22 T. Hammond, Un sondaggio preliminare di uomini circoncisi nell'infanzia, «BJU International», 83, 1999, pp.85-92.

23 P. Janet, Trauma, coscienza, personalità. Scritti scelti, Raffaello Cortina Editore, Milano 2016.

24 C. Peterson, S.F. Maier, M.E.P. Seligman, Learned Helplessness: A Theory for the Age of Personal Control, OUP, Colorado 1975.

25 G. Soldera, Mamme e papà, Città Nuova, Roma 2014, p. 188.

Staff

Paola Cosolo Marangon

Formatrice e consulente

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