Il primo smartphone a 10 anni

Il 50% dei bambini italiani ne possiede uno. L'altro 50, c'è da scommetterci, lo chiederà per Natale. Se tuo figlio è tra questi leggi il parere di due esperti.

Parere favorevole

Quando i genitori regalano lo smartphone sanno che più che per telefonare i figli lo useranno per foto, giochi, chat. Ma non ha senso vietare internet. Invece di demonizzare il cellulare, meglio insegnarne l'uso fin da piccoli: come ogni regola, prima la interiorizzi, più sarà naturale applicarla. Innanzitutto consiglio di regalargliene uno su misura per lui, con un piano tariffario adeguato e un'app di parental control che lo tuteli da contenuti inadeguati. Poi spetta a noi educarlo: perché gli insegniamo ad andare in bici e non sul web? Si impara a comportarsi bene sui social tanto quanto a non mangiare con le mani. Ed è fondamentale sapere già a 8 anni che non si devono postare foto e messaggi con contenuti personali. Fissati questi paletti, possiamo mostrare al piccolo come cercare informazioni, riconoscere un sito valido, scoprire il mondo con le app giuste. Così capirà che la Rete è una fonte di apprendimento e svago intelligente e non la userà solo per chattare. Per il resto, non vedo rischi: un bambino che ha i suoi amici continuerà a cercare il contatto diretto con loro; se si chiude in stanza, il problema è dentro di lui, non nello schermo (Paolo Ferri, docente di Tecnologie didattiche all'università Bicocca).

Parere contrario

Sarebbe come regalare una moto a un bambino di 8 anni! Ci sarà un motivo se per iscriversi ai social occorre essere ben più grandi... Con lo smartphone si naviga lontano dagli occhi dei genitori e le app di parental control funzionano solo in parte. Così il minore può incappare in contenuti violenti e pornografici. O diventare vittima del cyberbullismo. La questione vera, però, è che a quell'età un bambino utilizza una serie di finestre sensoriali per attingere informazioni e spunti dalla realtà. Se, invece, viene assorbito dal mondo virtuale, non riesce più a cogliere e a sfruttare nel modo corretto questi stimoli: ne può derivare un rallentamento nell'apprendimento e disagi a livello psico-sociale. Lo schermo non insegna, ma induce uno stato catatonico: basta vedere, per esempio, certi bambini al ristorante, così rapiti dallo smartphone. Insomma, alle elementari niente cellulari mentre, in prima media, si può regalare un modello base, solo per telefonare. Dai 13-14 anni, infine, sì allo smartphne, ma con due regole: i genitori devono poter accedere e, quando si fanno i compiti o è  ora di andare a letto, il telefono va spento (Daniele Novara, pedagogista).

Articolo di Teresa Bergamasco pubblicato su Donna Moderna, 15/12/2016

Staff

Daniele Novara

Fondatore e direttore del CPP, pedagogista e autore

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