È giusto che i test Invalsi siano prove di esame?

Articolo pubblicato su "Donna Moderna", 19/04/2016

I Test Invalsi, che consitono in quiz di italiano e matematica sono orientativi, in II e V elementare. In terza media sono una prova d'esame a tutti gli effetti e dividono genitori e alunni. Perché non tutti pensano che valutino davvero i ragazzi.

SI

"Ritengo giusto che i test Invalsi siano inseriti nelle prove d'esame perché oggi i quiz a risposta multipla sono una formula diffusa come strumento di valutazione sia in Italia sia all'estero. Sono usati per l'ingresso all'università, nei concorsi pubblici, ai colloqui di lavoro. Ed è bene che i ragazzi si abituino presto ad affrontarli".
Garantiscono la trasparenza "L'esame da superare non è solo per gli studenti, ma anche per gli insegnanti che hanno una responsabilità di fronte alla società: il loro compito è dare una buona istruzione alle giovani generazioni. E le prove Invalsi sono un modo per verificare che questo accada, permettendo ai genitori di comprendere la qualità della scuola frequentata dai figli e ai professori di prendere atto di eventuali criticità, per poi risolverle".

(Alessandro Antonietti, responsabile del Servizio di Psicologia dell'apprendimento dell'università Cattolica di Milano)

NO

"I quiz Invalsi non vanno usati come prova d'esame: si limitano a misurare il numero di nozioni accumulate da uno studente, non il suo livello di apprendimento. Che consiste in qualcosa di ben diverso: nell'aver assimilato ciò che si studia al punto da saperlo applicare alla vita reale. Ed è questa l'unica capacità da valutare".
Sono un modello di giudizio superato "Non è un caso che in Italia non si riesca a risolvere il problema dell'abbandono scolastico e del calo delle iscrizioni all'università: è difficile dare valore a una scuola improntata solo sul nozionismo. Per riformarla dovremmo ispirarci a esempi virtuosi come quello della Finlandia dove, al posto degli esami, i ragazzi partecipano a laboratori in cui sono chiamati a risolvere situazioni problematiche concrete, attraverso le conoscenze acquisite con lo studio".

(Daniele Novara, pedagogista)

 

Articolo di Ilaria Amato (attualita@mondadori.it)
 

Staff

Daniele Novara

Fondatore e direttore del CPP, pedagogista e autore

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