Alt alle invasioni nella vita di coppia

Articolo pubblicato da Libertà

25 Ottobre 2015

Alt alle invasioni nella vita di coppia. Bimbi, fuori dal lettone! 

Stiamo scaldando i motori per la sessione autunnale della nostra Scuola Genitori. Questo progetto, voluto da Daniele Novara nel 2011, ha quale obiettivo l’accompagnare i genitori nel loro compito e- ducativo offrendo i basilari es- senziali e a nostro avviso indi- spensabili per seguire i figli nelle loro tappe di crescita. Piacenza è stata la città che per prima ha ospitato questa nostra Scuola a cui hanno fatto seguito molte altre, tra cui Milano, Roma, Cuneo, Pavia, Bergamo, Modena, Genova, Fidenza, Trento, Cagliari Oristano tanto per citarne alcune. La quinta edizione della Scuola Genitori di Piacenza è stata sostenuta dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano e patrocinata dalla città di Piacenza, sodalizio che continua per la nuova edizione in partenza il 28 ottobre alle ore 20,45 presso la sede della Fondazione.
Ricordiamo che nella passata edizione abbiamo esplorato il tema dell’atteggiamento educativo specifico per ogni età dei bambini e ragazzi con Daniele Novara "Diventeranno adulti, ma non lo sono ancora." Abbiamo poi affrontato il tema della paternità e di quanto il padre sia importante proprio in alcuni stadi della vita dei nostri figli, adolescenza in primo piano. A parlarci di paterno Paolo Ragusa con "Ci pensa papà! Il ruolo del padre nelle varie età della crescita”. Dopo il padre è toccata l’esplorazione sulla mamma, sugli atteggiamenti spesso eccessivamente protettivi e su uno dei tasti dolenti della nostra epoca, l’ansia. Ad accompagnarci Lorella Boccalini con il suo interessante intervento: “Mamma, quanta ansia! Come proteggere se stesse e i figli dall’eccesso di preoccupazione materno".
Nel mese di maggio la Scuola Genitori ha avuto un momento di particolare coinvolgimento con il convegno dedicato al piacentino Franco Fornari "La democrazia degli affetti", è stata un’occasione ghiotta per approfondire i temi fornariani ma in particolare per confrontarci con Daniele Novara, Paolo Ragusa e Diego Miscioscia su “Gli insegnamenti di Franco Fornari per aiutare i genitori di oggi a educare i figli".
La partecipazione è stata sempre molto cospicua, ogni serata ha visto circa 250 persone, ciò ci fa dire che il progetto è buono e il gradimento dei piacentini non può che spronarci a proseguire al meglio. E veniamo a questa edizione autunnale. Il primo incontro, come dicevo, sarà il 28 ottobre, ci sarà Daniele Novara che ci parlerà di un tema un po’ delicato per mamme e papà: “Fuori dal lettone! Educare bene i figli evitando che invadano la vita di coppia”.
In occasione del primo incontro vi sarà anche la presentazione del nuovo libro di Daniele Novara, “Meglio dirsele”, incentrato sul conflitto di coppia, anzi, su quanto il conflitto se ben gestito aiuti a rafforzare il rapporto di coppia. Ricapitolando, vi aspetto tutti il 28 ottobre, alle ore 20,45 presso l’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano in via Sant’Eufemia 13 a Piacenza. Vi aspettiamo in coppia, proprio perché è una serata particolarmente dedicata alla coppia, e vi garantiamo al solito il servizio di baby sitting gratuito.
La partecipazione è gratuita e aperta alla cittadinanza.
Sul sito http://www.cppp.it si trovano i materiali di approfondimento sui temi trattati; è inoltre possibile scriverci all’indirizzo scuola.genitori@cppp.it 

Scritto da Paola Colosolo Marangon

 

La coppia deve saper favorire la giusta distanza educativa 

Il lettone è stato argomento di molti miei articoli e conferenze, è un tema sempre spinoso per- ché sembra che bambini e bambine abbiano il potere di intrufolarsi nel talamo e di rimanerci quanto gli pare, dettando legge ai loro genitori. I genitori una volta divenuti tali sembrano stare in adorazione dei loro cuccioli non rendendosi conto che non stanno facendo un buon servizio né ai figli né tantomeno a loro stessi.
Sono tantissime le coppie che rinunciano anche alla loro intimità sessuale per dedicarsi unicamente ai piccoli e alcuni arrivano a cambiare persino l’appellativo con cui si rivolgono l’un l’altra. Nati i figli, prendono l’abitudine di non chiamarsi più rispettivamente con il proprio nome ma usano “mamma” e “papà” nelle conversazioni familiari. Durante la cena lui si rivolge a lei: «Mamma, mi passi l’acqua?», e lei a lui: «Certo, tieni papà» con la massima naturalezza e innocenza possibili, al punto che viene il dubbio su chi sia a relazionarsi all’altro, il figlio o il compagno. Fanno sorridere, talvolta sembrano dialoghi surreali, però nella quotidianità sono abbastanza comuni, e la coppia smette di viversi come coppia sentimentale e diventa qualcos’altro. Il rischio è che i figli dilatino la loro presenza nell’ambito familiare e in qualche modo riescano a manipolare i genitori, o uno dei due nei confronti dell’altro.
Per tornare all’intromissione dei piccoli nel lettore dei genitori, anni addietro abbiamo fatto un sondaggio per la nostra rivista Conflitti.
I risultati delinearono questo quadro: il 21,12% dei bambini di sei anni, cioè più di un bambino su cinque, passava stabilmente le notti nel lettone dei genitori, e il dato era confermato in maniera indiretta dall’incrocio di due domande, quella sull’utilizzo del lettone e quella sul dormire nella propria cameretta.
Se si consideravano poi il dato della permanenza assoluta nel lettone e quello della permanenza temporanea, si concludeva che il 60% dei bambini del campione utilizzava in modo più o meno sistematico il lettone dei genitori per dormire. Di solito affronto questo argomento come problematico per la crescita dei figli, ma dal punto di vista della coppia è ancora più cruciale.
L’uso del talamo coniugale (e utilizzo apposta questo termine che qui è il più appropriato) in condivisione con i figli è un segnale di una promiscuità, di uno sconfinamento infantile che mette in luce come la coppia non riservi il giusto valore a se stessa, rendendo secondaria la propria vita affettiva e sentimentale rispetto a quella genitoriale.
Quante volte ci accorgiamo che i figli dilagano, che a loro viene permesso davvero troppo soprattutto quando sono soli con mamma e papà. Un esempio? Il più comune e più semplice: il figlio o la figlia che dorme nel lettone, mentre i genitori si spartiscono gli altri letti liberi della casa. Quello che avviene in modo lento ma deciso è che i due adulti smettono di vedersi come coppia sentimentale, non riservano il giusto valore a loro stessi e gradualmente rendono secondaria la vita affettiva e sentimentale rispetto a quella genitoriale.
Per evitare che succeda serve creare un giusto e netto confine con i figli, seguendo le varie fasi della loro età e favorendo una giusta distanza educativa. È evidente che la convivenza può essere facile territorio di scontri, perché sono frequenti le recriminazioni tra gli adulti relative alla gestione dei figli.
Questi ultimi non devono però diventare un pretesto per i conflitti gestiti male dei genitori: mettere in secondo piano il partner non è responsabilità dei bambini, ma deriva dall’impostazione stessa della vita di coppia. In questo senso rimane fondamentale la ricerca di coesione educativa e nello specifico occorre evitare la disistima reciproca che si manifesta nell’escludersi rispetto alle comunicazioni formative.
Non deve esserci una gara per chi accontenta di più il figlio. Anzi, fare gioco di squadra è la chiave migliore per salvaguardare l’integrità della famiglia e mettere al centro la propria relazione di coppia. Un’efficace strategia educativa preserva il giusto spazio d’intimità sentimentale, erotica, affettiva. E nello stesso tempo favorisce il bisogno di crescita, libertà e autonomia dei figli stessi. 

Scritto da Daniele Novara

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