Ai bambini regole e non comandi

Articolo pubblicato su Donna Moderna

6 Maggio 2014

“Non mi ascolta! Glielo dico una volta, due, tre e niente da fare.
Allora insisto: sbrigati, fai i compiti, vai a dormire!”. Tutti i genitori ci cascano e finiscono per dare ordini ai figli, ma con i comandi si ottiene davvero poco. Anzi, spesso è da questo errore che nasce il mito del bambino disubbidiente, oppusitivo, irriducibile. Eppure qui non si tratta di disubbidienza: semplicemente nessuno, neanche un piccolino, “funziona” bene se riceve ordini. Per ottenere quello che si chiede conviene mettere regole chiare. Difficile? Forse, ma non impossibile. Mi spiego: La regola non è una sgridata, è una procedura semplice e ben comunicata, un principio organizzativo espresso in termini oggettivi, impersonali, che valgono per tutti.
“E' ora di andare a letto”. “Prima di mangiare si va a lavarsi le mani”. “Ci si alza da tavola quando tutti hanno finito”.
Viceversa il comando (“Stai fermo! Stai zitto! Dormi!”) scatena nei figli l'istinto di opporsi e allo stesso tempo spaventa. Le regole sono efficaci perchè danno sicurezza, creano consuetudini. Gli ordini, magari imprevedibili e arbitrari, confondono. I bambini amano seguire le abitudini a cui i genitori li hanno educati e vanno in crisi se le richieste non sono chiare, se il papà propone una cosa e la mamma un'altra.
Provateci. Passare dai comandi alle regole e constatare che funziona sarà una soddisfazione. Perchè una mossa giusta è meglio di tante parole.

Scritto da Daniele Novara (daniele.novara@cppp.it)

< Indietro
Immagine laterale Donna Moderna 6 maggio 2014