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Un volontario non va in Siria per turismo

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Un volontario non va in Siria per turismo, per fare le vacanze o per curiosità. Ha uno scopo di servizio, di aiuto e di solidarietà. Rischia la vita come i militari e anche di più.

Ha spesso meno garanzie di loro. È più esposto e più permeabile alle offese e agli attacchi di ogni tipo; non ha gli stipendi di chi appartiene a un corpo di guerra. 10 anni ho svolto varie missioni umanitarie-educative in Kosovo.
Di notte si attraversavano i 60 km della strada da Pristina a Klina dove avevamo la sede logistica.
Di notte questa strada diventava un passaggio molto pericoloso, con vari tentativi di assalto. Ma non avevamo alcuna copertura, nessuna guardia del corpo, né tantomeno blindati che ci seguivano. Facevamo la vita degli stessi kosovari, con tutti i rischi possibili. Eppure il progetto era finanziato dal Governo Italiano, tramite la Cooperazione Internazionale.
Penso ci voglia rispetto e ammirazione per chi decide, giovane o meno, di dedicare parte della propria esistenza volontariamente e gratuitamente alla causa della pace e dei diritti umani nel mondo.

Trovo ad esempio ingiustificato che si facciano i funerali di Stato per i militari che lasciano la vita nei teatri mondiali di violenza e non per i tanti volontari che finiscono i loro giorni nello stesso modo. Fatto salvo che Vanessa e Greta abbiano agito in modo troppo velleitario e disorganizzato, il fiume di rancore che si è riversato su di loro crea imbarazzo e amarezza come se non si riuscisse più a riconoscere la generosità distinguendola dall'inevitabile errore che si può compiere scegliendo una parte eccessivamente pericolosa di mondo dove esercitare il proprio coraggio.
Le stesse istituzioni internazionali incappano in gravissimi errori. Il caso della Libia, costato a noi contribuenti cifre enormi, è ormai riconosciuto da tutti gli analisti. Non per questo, si mette in dubbio che occorresse fare qualcosa per spezzare o ridurre la violenza di Gheddafi sul popolo libico.

Che le due ragazze siano tornate in Italia sane e salve è una buona notizia.
Teniamocela stretta.


Daniele Novara, pedagogista
daniele.novara@cppp.it


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