Il ruolo educativo del padre

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Né autoritario, né amico: c'è un'altra possibilità.

La figura educativa del papà ultimamente è in crisi e le conseguenze sono rilevanti per la crescita e lo sviluppo dell'autonomia di bambini e ragazzi. La questione è come aiutare i nuovi padri a sviluppare un’azione formativa più specifica che superi i modelli passati ed eviti anche la confidenza eccessiva.

Serve decisamente cambiare marcia e riprendere in mano il ruolo del padre che deve essere in grado di fornire una mappa regolativa del vivere, stimolare una crescita attiva e insegnare ai figli a orientarsi nel mondo. La sua figura, che si confronta con la madre, accompagna nella crescita e soprattutto è capace, quando è necessario, di dire “no”.

In questo senso deve trovare e mantenere all'interno della famiglia una giusta distanza, che non è affettiva, ma educativa.

E con i figli adolescenti?

Gestire la naturale predisposizione ai conflitti degli adolescenti è sempre molto faticoso. In questa fase evolutiva un ruolo scorretto dei genitori, in particolare del padre, rischia di influenzare la loro crescita e di ampliarne le difficoltà.

Ai figli servono argini, direzione, limiti e dal punto di vista dell'adulto serve un interesse di servizio, cioè un mettersi al servizio della loro formazioe . Con la stessa sicurezza dev'essere ben chiaro che non è il trascorrere tanto tempo con loro la garanzia e il sinonimo di una buona educazione: il discorso pedagogico è un altro. È importante imparare a sviluppare approcci basati su ascolto attivo e negoziazione, resistenza e gioco di squadra.

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