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Regali essenziali

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Regali essenziali che aiutano a crescere

di Daniele Novara


Fino a pochissimi decenni fa il periodo natalizio era l’unica occasione per aspettare e ricevere un regalo. Poteva essere Santa Lucia, Gesù Bambino, Babbo Natale, i Re Magi, la Befana. Si trattava comunque di un periodo concentrato in una manciata di giorni e poi per tutto l’anno occorreva usare quei regali oppure arrangiarsi con quello che offriva la natura o raccogliere i rimasugli delle attrezzature paterne o materne.
In piena crisi economica, potrebbe
tornare utile la memoria di un’epoca che comunque consentiva ai bambini e alle bambine di sfruttare i vantaggi di un’essenzialità in termini di giocattoli che costringeva a trovare tante occasioni di gioco con oggetti poveri, mettendoci tanta energia nelle braccia, nelle gambe, ovunque il corpo consentisse di muoversi.
Ci sono oggi bambini che ricevono, in un modo o nell’altro, da un papà separato, da una nonna apprensiva o da chissà chi, un regalo al giorno. Occorre fare attenzione perché il consumismo uccide il desiderio, uccide l’attesa e satura ogni immaginazione, ogni fantasia, ogni creatività. Consideriamo questo in previsione dei prossimi giorni.
Non si tratta tanto di risparmiare quanto di ripristinare una corretta dialettica fra il bisogno dei bambini di giocare e il bisogno dei bambini di organizzare i loro giochi piuttosto che di subirli.
Più i bambini sono piccoli più occorre fare attenzione all’indice tecnologico dei giochi, in quanto l’infanzia necessita di uno sviluppo sensoriale particolarmente significativo con giochi che permettono di muoversi, di toccare, di annusare, di vedere, di esplorare. La natura resta il gioco principale che favorisce ogni sorta di avventura. Pertanto i giocattoli che danno la possibilità di giocare nella natura, come possono essere alcuni giocattoli sportivi, le palle, le corde, le casette, le varie forme di costruzione, consentono di recuperare questo rapporto così forte con le proprie origini naturali.
Importante è anche la dimensione sociale del gioco. In fondo i bambini amano stare assieme per poter giocare, mentre alcuni giocattoli tecnologici sono assolutamente individualistici, solipsistici direi e a volte anche un po’ ossessivi. Un altro difetto di questi giocattoli è che attivano molto l’attenzione esclusiva dei bambini ma senza garantire una necessaria socializzazione.
In altre parole direi che il criterio per
definire educativo un regalo è il suo indice di naturalezza, il suo indice di creatività e il suo indice di socializzazione, ossia di capacità di far giocare assieme i bambini e di consentire all’infanzia di mantenere tutta la magia di un’età dove si pongono le basi per tutto il resto della vita.



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