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Per una scuola dell'apprendimento...

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Per una scuola dell'apprendimento, non del giudizio

di Daniele Novara

Fa bene la Ministra dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza a insistere perché la scuola diminuisca le bocciature e perché siano ridotti i compiti a casa, palese elemento di discriminazione fra le famiglie italiane. C’è pure dell’altro. La mancanza di una cornice pedagogica sta creando situazioni di falso rigore che provocano demotivazione e abbandono scolastico.
Mi riferisco al dilagare, specie nella Secondaria ma in certi casi anche alla Primaria, di un’ondata di continui giudizi sugli alunni che interferisce con i personali processi di apprendimento mettendo a rischio l’adesione stessa dei ragazzi al progetto della loro formazione.
Ci sono classi dove ogni giorno è prevista una prova scritta, orale o quant’altro.
Gli alunni hanno viceversa bisogno di costruire gradualmente le proprie competenze.
Sottoporli a una continua pressione di giudizi (tanto più se numerici) crea sensazioni di inadeguatezza che quasi sempre non coincidono con le reali capacità degli studenti.
“Suo figlio potrebbe fare molto di più!” dice la prof al genitore. È vero! Specie se anche la Scuola inizia finalmente a distinguere fra valutazione giudicante (che serve solo all’Istituzione scolastica) e verifica evolutiva degli apprendimenti (che serve ai ragazzi).
Ci sono insegnanti che danno il voto anche ai compiti a casa spingendo i genitori verso la discutibile pratica del farli al posto dei figli pur di evitare loro una figuraccia.
L’ipervalutazione scolastica crea blocchi emotivi di carattere ansiogeno o di carattere perfezionistico che sono fra le cause dei tanti disturbi dell’apprendimento.

Ben vengano allora gli interventi della Ministra che riescono, dopo anni di vera e propria delusione a restituire agli insegnanti, agli alunni e alle loro famiglie la speranza che la Scuola possa essere un’occasione di promozione sociale per tutti. Nessuno escluso!


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