Centro psicopedagogico per la pace e la gestione dei conflitti

Cerca

Vai ai contenuti

Menu principale:


Meno diagnosi

Approfondire > Il punto di vista...

Meno diagnosi e più apprendimento: il mio augurio per il nuovo anno scolastico!

di Daniele Novara, pedagogista

Un nuovo quaderno, un foglio bianco.
È ora che anche la Scuola volti pagina e si ponga in una prospettiva nuova.
Negli ultimi anni scolastici la priorità sembra sia stata quella di trasformare le difficoltà di apprendimento degli alunni in vere e proprie malattie. In 10 anni sono raddoppiati gli alunni con certificazione di disabilità; in un anno i cosiddetti DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) sono cresciuti del 37% e, nel frattempo (dicembre 2012), è uscita la nuova disposizione ministeriale sui BES (Bisogni Educativi Speciali) che punta a rintracciare ulteriori alunni bisognosi di cure particolari. Di questo passo, nel giro di poco, è probabile che ogni classe in Italia si ritrovi con più alunni diagnosticati che il contrario.
Andare a scuola sarà come andare in terapia?
Mi sembra una prospettiva davvero poco auspicabile. Le priorità educative e formative dei nostri bambini sono altre. Occorre voltare pagina prima che sia troppo tardi, prima che i danni delle sviste educative che hanno caratterizzato gli ultimi anni si diffondano in maniera endemica e irreversibile.
Sono convinto che genitori e insegnanti debbano ribadire con forza che:
-
la scuola è un luogo di apprendimento, dove tutti i gli alunni possono sviluppare le loro risorse con i loro tempi e i loro spazi. Nessuno deve essere escluso.
- L’integrazione implica anzitutto che
la classe funzioni come gruppo di apprendimento e non come un insieme aleatorio di soggetti singoli, ognuno con un trattamento così individualistico da risultare esclusivo ed eccentrico, rispetto all’aiuto reciproco che i compagni possono legittimamente garantire.
-
La formazione e l’aggiornamento degli insegnanti (non avviene da 15 anni!) non è un lusso proibito: è una necessità imprescindibile per una categoria professionale che si confronta ogni giorno coi rapidissimi cambiamenti generazionali e sociali. Favorire nei docenti la padronanza metodologica e pedagogica dei processi di apprendimento è molto più logico e serio del puro e semplice insistere su materie, contenuti e votazioni precise al centesimo.

Auguro a tutti allora, in questo inizio di anno scolastico 2013-2014, che la scuola cominci a scrivere una pagina nuova per recuperare quello che dovrebbe essere: sempre più comunità di apprendimento piuttosto che un luogo impervio di classificazione e selezione.






Torna ai contenuti | Torna al menu