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L'intervista a una corsista

Scuola Maieutica

novembre 2011

...TROPPO PRESTO PER SMETTERE DI TENERE ALLENATO IL CERVELLO!
Intervista a Debora, corsista della Scuola triennale di Formazione Maieutica


Come ti chiami? Debora
Ci sveli quanti anni hai? Solo 39
Cosa fai nella vita? Faccio l’assistente sociale... circa…dopo dieci anni di lavoro nella tutela minori nel servizio pubblico, ora lavoro in una cooperativa sociale come coordinatrice di gruppi che organizzano incontri tra bambini allontanati e genitori, e progetti innovativi di sostegno alla genitorialità. Come libera professionista faccio poi consulenze specialistiche (in un’equipe di tutela minori dentro un progetto sperimentale troppo lungo da descrivere ma che mi piace parecchio) o per eventi formativi.
Quando hai sentito, per la prima volta, parlare della Scuola Triennale di Formazione Maieutica (STFM)? Da Daniele Novara circa un anno fa…ero a Piacenza per un seminario del CPP, l’ho incontrato e chiaccherando mi dice: “Sai, stiamo pensando di avviare la Scuola Triennale…”
E cosa hai pensato? Fantastico! Ma come faccio con tutti gli impegni che ho e con le spese?!? Mi terrò informata e se davvero la scuola parte valuterò… ma mi piacerebbe!
Alla fine cosa ti ha convinto a iscriverti? La sensazione di avere davanti una grande occasione per crescere come persona e per migliorare come professionista.
Racchiudi in tre aggettivi quale ti sembrano le caratteristiche principali della STFM. Appassionante, utile, organizzata.
Ci racconti un episodio “di vita scolastica” della STFM che ti ha colpito particolarmente? La cosa più evidente, sconvolgente, irritante, divertente, vivace, ecc. ecc. della vita scolastica è il gruppo, e ci metto dentro sia i miei compagni di corso che i formatori. Si ride e si piange un sacco. Ci si stanca, ci si entusiasma, si scrivono appunti e si perdono dei pezzi, si aspettano le pause ma c’è sempre qualcuno che fa ancora domande! Ognuno c’è e fa a modo suo e con i suoi tempi…e ci si prende in giro ma senza giudizi… perché il giudizio non è maieutico! Impossibile raccontare un solo episodio… ne capitano un sacco!! È come quando si andava a scuola, ma è l’intensità che è diversa… la maieutica ti fa stare in contatto con te e allora sei completamente lì.
Ci dici qualcosa che ti sembra di aver già imparato? Che vivere i propri conflitti in modo consapevole fa stare bene e che si possono capire molte cose di se stessi e degli altri. Che più si litiga bene e meno ci si fa del male. Che farsi e fare delle buone domande permette ad ogni persona di scoprire che conosce già la maggior parte delle risposte. Che a farsi e a fare delle buone domande si può imparare. Che il gruppo è una potenza.
E quali competenze ti aspetti di avere implementato alla fine dei tre anni? Per me vorrei imparare a sostenere meglio i miei interessi quando sono in conflitto ma preservando intatta la relazione con l’altro. Insomma litigare bene. Per il mio lavoro, visto che il mio principale interesse era ed è di aiutare le persone (i genitori e i bambini delle famiglie che incontro ma anche gli operatori dei gruppi di lavoro che coordino) a trovare una dimensione di sufficiente benessere, la mia aspettativa rispetto alla scuola è di imparare a fare colloqui in cui le persone riescano a capirsi meglio e a trovare una propria risposta rispetto alla quale impegnarsi e responsabilizzarsi. Chiedo troppo? Ma perché no?
Che dici, tre anni non sono forse un po’ troppo impegnativi? Secondo te quanto tempo ci vuole?!? Mica stiamo imparando a friggere le patatine!!
Tu lo hai fatto, ma sei proprio convinta/o che, in questi tempi così incerti, investire nella propria formazione sia davvero una scelta che può rivelarsi vincente? È necessaria. Secondo me è proprio perché i tempi sono incerti che bisogna rinforzarsi; se dovessimo ancora andare a caccia e coltivare per mangiare, e spostarsi a piedi per migrare andrei in palestra a farmi i muscoli. Ma visto che oggi ciò che mi spaventa di più è l’incertezza sociale e il diffondersi di forme di violenza spesso subdole, vado a scuola e mi confronto con altri per conoscere i conflitti e farmi venire qualche idea per starci dentro.
Qual è l’aspetto più difficile di questa STFM? Posso dirne due? La prima difficoltà è organizzativa: stare fuori casa e prendersi giorni di ferie dal lavoro per partecipare ai corsi a Piacenza (io vivo a Bergamo) e trovare il tempo per fare i compiti e studiare non è semplice. L’altra difficoltà è data dal fatto che alla scuola è richiesto non solo di ascoltare e studiare ma soprattutto di mettersi in gioco in prima persona. Però queste fatiche sono condivise con gli altri del gruppo e diventano esperienze che ci uniscono molto.
Daresti un’indicazione a qualcuno che è ancora in dubbio sull’iscriversi o meno? Iscriviti! Dare consigli non è per niente maieutico ma io non ho ancora finito la scuola… quindi posso!
Senti un po’, ma alla tua età non è un po’ tardi per tornare a scuola? No. Alla mia età è troppo presto per smettere di tenere allenato il cervello!


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