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La buona scuola puo' funzionare...

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La buona scuola può funzionare anche senza le ripetizioni

Si ricomincia.
Il grande rito collettivo della scuola riprende e coinvolge milioni e milioni di persone sia a livello di insegnanti, alunni, operatori del settore, famiglie. È anche il primo anno della cosiddetta
buona scuola, lo slogan del Governo per un cambiamento del sistema scolastico.
Trovo il termine
buona scuola una bellissima metafora ma allo stato attuale deve essere riempita di contenuti decisamente più sostanziosi di quelli che sono stati proposti.

Sono tantissime le questioni che attendono una soluzione.
Una fra queste riguarda
le ripetizioni scolastiche. Una gabella che opprime le famiglie ben oltre ogni buon senso.
I famosi 300 euro per i libri sono nulla rispetto a una spesa che in un mese può arrivare a 500 e anche a 800 euro. Possibile che la scuola pubblica non riesca a garantire uguali possibilità a tutti gli alunni e che siano ancora necessarie le lezioni private?
La discriminazione così aumenta, con famiglie pronte a far fronte economicamente e altre senza i soldi necessari. Difficile che l’integrazione degli stranieri diventi in questo modo una realtà.
La Scuola Secondaria di secondo grado è quella più esposta al fenomeno, mantenendo una tradizione che si perde nella notte dei tempi e che riflette uno stile scolastico tradizionale e mortificante per gli alunni.

Anche quest’anno il rito delle riparazioni di settembre ha coinvolto uno studente su 4, che necessariamente ha dovuto ricorrere agli insegnanti di ripetizioni. Ci sono classi dove quasi tutti gli alunni hanno necessità di questo recupero: una vera e propria economia sommersa alla luce del sole.
La buona scuola viceversa è quella che sostiene l’apprendimento dei suoi alunni, che se ne fa carico, che non li abbandona alle lezioni private, che favorisce l’interscambio fra gli alunni stessi, che prevede eventuali momenti di rafforzamento, senza mai dimenticare che ogni alunno ha diritto ai suoi tempi.
La scuola non è una gara né contro sé stessi né contro gli altri. È un luogo dove, con le risorse personali a disposizione, ognuno può dare e raggiungere il massimo delle proprie possibilità.


Daniele Novara, pedagogista, direttore del CPP, daniele.novara@cppp.it


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