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Fategli fare l'intervallo!

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Si comportano male in classe? Fategli fare l'intervallo!
di Daniele Novara

“Se non la smettete subito, saltate l'intervallo!”: è sempre capitato, e ora più che mai, che nelle scuole primarie, e non solo, italiane gli insegnanti utilizzino il sospendere la ricreazione scolastica come punizione per tutta la classe o per singoli bambini indisciplinati. Ma è una pratica davvero efficace? No. Anzi.
Trovo molto pericoloso, oltre che assolutamente controproducente per la crescita e l'apprendimento infantile, che sia impedito ai bambini di vivere pause dell'orario scolastico che coinvolgano un livello ludico e in particolare corporeo. I motivi sono tanti.

Il primo riguarda i meccanismi stessi dell'apprendimento: lo studio, per essere efficace, necessita da un lato di concentrazione ma anche di pause che consentono alle connessioni neuronali di facilitare la memorizzazione di quanto letto e studiato. Numerose ricerche, come quella del prof. Murray, della Ohio State University, hanno osservato che: "I bambini hanno bisogno di un momento di pausa tra sfide cognitive complesse. Tendono a essere meno abili a elaborare le informazioni se non hanno delle interruzioni”. Quindi la ricreazione è un momento importante che consente di consolidare il lavoro svolto in classe.
Poi vi è un aspetto fondamentale, collegato alle peculiari modalità dell'apprendimento infantile: come diceva Jean Piaget, quando si tratta di bambini “L'azione precede il pensiero”. Muoversi, giocare con il corpo e con i sensi, l'interazione sociale con i compagni sono occasioni preziose e insostituibili per imparare. Il bambino che gioca poco in questo modo (e molto con i videogiochi!) rischia di subire blocchi significativi nei processi di apprendimento. E poi durante l'intervallo i bambini e le bambine si svagano, si confrontano e fanno quindi tesoro di tanti piccoli stimoli ed esperienze che saranno poi estremamente importanti per strutturare il comportamento più adeguato.
Il terzo aspetto riguarda l'inefficacia di questa punizione dal punto di vista della disciplina: recenti ricerche, come quella della dottoressa Barros dell'Università di medicina di New York pubblicata su
Pediatrics, hanno dimostrato che i bambini che durante la giornata scolastica facevano almeno un intervallo di 15 minuti si comportavano meglio di quelli che non l'avevano
E quindi? Occorre non dimenticare che l'intervallo è un diritto scolastico, basato sul rispetto dei bisogni infantili profondi. Non si favorisce l'apprendimento dei bambini sopprimendo il gioco, il movimento e l'interazione sociale con i compagni, ma piuttosto, è vero il contrario.



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