L’approccio maieutico

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È una modalità operativa e specifica orientata allo sviluppo del potenziale di apprendimento di ciascuna persona e gruppo, per "tirarne fuori" le risorse.

"La parola chiave del metodo formativo del CPP è maieutica. Si tratta di impostare una relazione che crei le condizioni perché ciascuno possa apprendere ciò che gli serve per riconoscere e stare nei conflitti".
Paolo Ragusa

Possiamo dire, senza sbagliare, che il metodo educativo di MARIA MONTESSORI ha una profonda natura maieutica.  Maieutica è una parola greca con il significato di ostetricia che vuol dire aiutare l’interlocutore a tirar fuori da se stesso le risposte, risposte che ci sono già nel soggetto, ma senza la necessaria coscienza.

Montessori si focalizza proprio su un insegnamento attivo, che stimola la capacità intrinseca della persona d'imparare trovando dentro di sé le risorse. E così, in questo senso, il bambino è competente: sta all’adulto strutturare spazi e tempi, occasioni ed esperienze per portare all'esterno maieuticamente il suo potenziale.

Il discorso continua in Italia con DANILO DOLCI che imposta tutta la sua azione educativa sia per gli adulti che per i bambini nella logica della maieutica. È una dialettica centrata sull’idea dell’ascolto e quindi dell’educazione come forma di ascolto: è un metodo rivoluzionario il cui obiettivo è quello di aiutare ciascuno a tirare fuori le proprie capacità espressive e creative. E lo strumento per antonomasia è la domanda.

Per capirlo, possono servire le sue parole: “Ognuno cresce solo se sognato” oppure sapere che, agli studenti delle superiori che incontrava nei suoi viaggi nelle scuole italiane, chiedeva sempre: “Qual è il tuo sogno?” muovendosi al di là delle barriere dell’accademismo e del nozionismo per cercare di estrarre da ognuno il desiderio di creatività e di realizzazione personale. Perché chiave fondamentale in Dolci (maestro di vita e che per diversi anni ha collaborato con Daniele Novara) è come rendere le persone protagoniste dei loro destini.

Anche nel pensiero di PAULO FREIRE (nato in Brasile nel 1921) e nella sua educazione problematizzante c'è una forte radice maieutica. In questa dinamica, chi insegna non mira a imporre i suoi significati, ma a costruire delle occasioni di dialogo, di confronto. E soprattutto non c’è apprendimento a prescindere da una forte motivazione.

Nel suo essere antiprescrittivo il metodo utilizzato dal CPP, CENTRO PSICOPEDAGOGICO PER LA PACE E LA GESTIONE DEI CONFLITTI, è una forma di avvicinamento progressivo a una consapevolezza metodologica maieutica. L’apprendimento del come si è ha infatti una determinante vocazione potenziale, nel senso che l’individuo prende coscienza delle sue risorse e si attiva in un senso di sostenibilità interna.

Nella stessa direzione si sviluppa la tematica specificamente legata al conflitto: in una logica maieutica lo scopo non è risolverlo, ma dare al soggetto o al gruppo una nuova capacità di lettura del problema. Ecco perché il diario dei conflitti diventa lo strumento maieutico per eccellenza. E parallelamente, a livello pedagogico, il litigio viene visto come necessario momento di crescita. Non più episodio colpevolizzante come succede nella pedagogia tradizionale e moralistica, ma anzi valorizzato nel momento in cui viene gestito correttamente e diventa occasione per il bambino di presa di coscienza del proprio essere.

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