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Celebrare il padre

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Celebrare il padre
di Daniele Novara

Il ruolo del padre è fondamentale.
Non certo quello dei padri di antica memoria, autoritari e spesso comunque assenti, i padri tutti di un pezzo che comandavano “con le buone o con le cattive…”!
Quella figura paterna è anacronistica: ha funzionato finché ha funzionato il principio di autorità ma i tempi sono cambiati e l’obbedienza non ha mai avuto valore pedagogico. Il padre padrone non era certo una gran figura educativa.
Ma neanche i padri peluche di oggi sono padri da celebrare: morbidi, facilmente manipolati dai media, si preoccupano solo di giocare con i figli, di accudirli, di coccolarli. In perenne dubbio su cosa sia giusto fare, attanagliati dai sensi di colpa se si oppongono al pargolo irragionevole, incapaci di regole, chiarezza, autonomia.
Il padre da celebrare è il padre educativo.
È il padre paterno, capace di dare regole e non comandi, che sa opporsi quando è il caso e con criterio, che mantiene una giusta distanza dai propri figli: abbastanza vicino da fare sentire la sua presenza, abbastanza lontano da essere un sicuro argine, non opprimente, una garanzia di libertà. È il padre testimone, per niente perfetto ma in grado di mantenere nella quotidianità la dinamica tra autonomia e rispetto. Il padre che sa costruire coesione con il partner, in modo da prendere decisioni condivise ed evitare confusione e insicurezze. Il padre che non teme che i propri figli facciano fatica, ma dà loro fiducia e li stimola alla conquista della vita.



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