Alla larga dal lettone

Un’abitudine all’apparenza innocua, ma potenzialmente pericolosa.

Quando sono appena nati li portiamo con noi nel lettone. Istintivamente, senza pensarci. Sono piccolissimi, coccolosi e morbidi. Poi, crescendo, ci arrivano da soli. Con quegli inconfondibili passi felpati nel cuore della notte, li sentiamo entrare in camera nostra e, zitti zitti, infilarsi nel lettone per restarci, rigirandosi in continuazione, fino al mattino. Ora dopo ora conquistano tutta la superficie disponibile e a noi non resta che ripiegare sul poco spazio laterale del materasso. È a quel punto, con il sonno spezzato, che sorge spontanea la domanda: «Stiamo facendo la cosa giusta?»

GIOCARE ALLA LOTTA? MEGLIO SUL DIVANO

Cuscinate e gare di solletico? Non c’è niente di più divertente per i bambini, e non solamente per loro, quando i genitori sono disponibili. Ma attenzione, secondo gli esperti sarebbe meglio evitare la promiscuità di luoghi: ci sono quelli per dormire, quelli per studiare e quelli per giocare. «Per fare la lotta con i piccoli e coccolarsi sarebbe meglio trovare uno spazio “neutro”, come un tappeto o un divano» spiega Daniele Novara. Il lettone è meglio lasciarlo in pace.

Quando inizia la fase edipica è opportuno separare fisicamente il luogo del sonno e dell’intimità di genitori e bambini.

ALL’ORIGINE DI TANTA CONFUSIONE

«La vita dei bambini e quella degli adulti dovrebbero prevedere spazi e momenti ben distinti» afferma Daniele Novara, pedagogista e direttore del Centro psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti di Piacenza. «La notte e il lettone sono momenti da tenere separati». Per comprendere l’importanza di questo aspetto, secondo molti genitori secondario dal punto di vista educativo, bisogna pensare al concetto di limite. «Il lettone è sinonimo di riservatezza e intimità» prosegue Novara «e per il bambino, avere la possibilità di accedervi liberamente rischia di creare una pericolosa idea di onnipotenza che, crescendo, potrebbe originare non poche difficoltà nelle relazioni con gli altri». È la resistenza dell’aria che insegna agli uccellini a volare. Allo stesso modo, sono i limiti e gli ostacoli che aiutano i nostri piccoli a diventare grandi.

DAI TRE ANNI IN POI SI DORME IN CAMERETTA

«Fino a tre anni possono dormire nella camera dei genitori in un lettino separato, ma anche nel lettone» puntualizza il pedagogista. Poi hanno bisogno di uno spazio loro. «Purtroppo secondo alcune indagini condotte in Italia, anche dal nostro centro di Piacenza, quella del bambino nel lettone è un’abitudine davvero dura a morire» spiega l’esperto. «Non sono poche le famiglie che lo tollerano anche in modo continuato fino a sette e nove anni». Attenzione, però: quando piange perché magari ha fatto un brutto sogno o ha paura del buio bisogna consolarlo. Compito dei genitori non è quello di trascurare o minimizzare le sue paure, ma aiutarlo ad affrontarle. Portarlo nel lettone significa sottrargli la paura, non fargliela superare, con il rischio di minare la sua autostima. Non solo. C’è anche un pericolo per quanto riguarda lo sviluppo psicologico: «Farlo dormire con i genitori fa venir meno un passaggio importante, la frustrazione edipica, quella che permette al bambino di costruire le fondamenta per affrontare serenamente le difficoltà della vita». Dai tre ai sette anni inizia quel processo di separazione dalla relazione simbiotica con la madre che lo aiuta a limitare il naturale narcisismo infantile e, con esso, la tentazione di onnipotenza tipica di questa età. È la fase in cui il bambino vorrebbe “controllare” mamma e papà, sia dal punto di vista emotivo, sia da quello sessuale. In cui, stando alla psicanalisi, nel bambino insorgono sentimenti d’amore per il genitore di sesso opposto e gelosia per quello dello stesso sesso. E se non viene messo un freno al narcisismo infantile, secondo alcuni studi, si può determinare un eccessivo narcisismo in eta adulta, con inevitabili difficoltà a relazionarsi con il resto del mondo.

Articolo da Martina Locatelli pubblicato su Infanzia n°2 2014

Documenti collegati

< Indietro
Immagine laterale Infanzia n°2 del 2014