Videoregali ai bambini per Natale? Meglio di no

A Natale? Tante alternative ai videogiochi!!!

Seduto al tavolo di un ristorante osservo un bambino di 3 anni con i suoi genitori. La sua faccia è appiccicata a un enorme tablet che manda le immagini di Peppa Pig e altri programmi simili. Sopra di lui troneggia una mega TV del ristorante stesso. Il bambino fatica a mangiare e subisce i richiami sempre più pressanti dei genitori. La sua attenzione è completamente dominata dai videoschermi, non c’è spazio per altro.

Se questo è il futuro, invito i genitori a sceglierne uno migliore per i loro figli.

Non c’è nessun vantaggio né emotivo, né cognitivo, né evolutivo nel fare una vita quasi totalmente virtuale dove tutto è filtrato dalla TV e dai giocattoli digitali.

Sono tante le ricerche che rilevano i danni di una vita infantile video digitale a partire dai ritardi del linguaggio, a finire con disturbi emotivi di varia natura.

Una delle prime richieste che facciamo al CPP (Centro psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti) ai genitori con bambini in difficoltà emotiva è proprio quella di ridurre a mezz’ora al giorno l’uso di videoschermi di ogni tipo. I miglioramenti sono immediati.

Arriva Natale e la tentazione è forte se non fortissima: comprare qualche dispositivo video digitale. Sembra quasi di essere fuori dal tempo a resistere a queste pressioni del marketing.

Molto meglio regalare ai propri figli giocattoli che sviluppino esperienze concrete, tangibili, manuali, motorie, piuttosto che esperienze virtuali che inchiodano i bambini davanti a uno schermo.

Le possibilità sono tantissime a secondo dell’età: costruzioni di ogni tipo, casette da interno e da esterno, piste, monopattini e biciclette, i tanti giochi con la palla (birilli, basket), libri di ogni genere, bambole, soldatini e personaggi fantastici, animali di pezza, plastica o legno, paste da modellare, giochi di società e giochi didattici (memory, domino, dama, shangai), giochi con le carte, strumenti musicali.

Particolare attenzione va messa nell’acquisto di videogiochi e affini che rappresentano un rischio di dipendenza nei confronti dei più piccoli la cui attenzione si attacca senza resistenze alle immagini ludico virtuali.

La Natura non fa salti. I bambini di oggi non sono diversi dai loro progenitori: tutti amano giocare correndo, toccando, inseguendosi e saltando gli ostacoli. Assecondare questi loro bisogni li preserva da tante malattie del comportamento.

Il punto di vista del Cpp, scritto da Daniele Novara (Dicembre 2016)

Staff

Daniele Novara

Fondatore e direttore del CPP, pedagogista e autore

Pubblicazioni correlate

L’essenziale per crescere

L’essenziale per crescere affronta il tema spinoso delle scelte educative fondamentali per chi ha figli da 0 a 13 anni.

< Indietro
Niente videogiochi a Natale