Smartphone a scuola?

Lo smartphone in classe è l'ultimo atto della consegna della Scuola italiana alle "lobby digitali".

Il Ministero confeziona come novità la svendita della scuola agli interessi dei colossi dell'informatica.

La didattica digitale non appartiene in alcun modo alla didattica progressista e innovativa. È la stessa minestra del passato in salsa tecnologica. Dove prima c'erano una cattedra e un docente da ascoltare perennemente, oggi troviamo uno schermo e delle crocette da fissare con una tastiera. La logica della trasmissione nozionistica e della risposta esatta non viene toccata. Anzi! Gli alunni sono sempre più isolati dentro il loro dispositivo digitale.

La tecnologia a scuola diventa una risorsa se usata collettivamente. Se usata individualmente schiaccia gli alunni nell'isolamento e nella distrazione, sottraendoli all'apprendimento sociale condiviso coi compagni.

Opporsi a questa deriva è l'unica cosa che possano fare i genitori, se vogliono evitare guai seri ai loro figli.


Il punto di vista del Cpp, intervento del pedagogista Daniele Novara riferito all'intervista del Ministro Valeria Fedeli pubblicata da Repubblica sull'utilizzo degli smartphone in classe

Staff

Daniele Novara

Fondatore e direttore del CPP, pedagogista e autore

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