Monaco di Baviera: ancora un giovane psicopatico in azione

Monaco di Baviera: ancora un giovane psicopatico in azione

Per lo psicopatico l’effetto emulativo è rassicurante “Non sono pazzo. Se lo fanno anche altri, lo posso fare anch’io”. Il contenimento legato alla proibizione sociale si allenta e lo psicopatico finisce col colpire al pari di quegli altri che così tanto rumore stanno facendo sui notiziari di tutto il mondo. Il meccanismo psichico non sembra tanto diverso da quello della corruzione. Il corrotto e il corruttore sanno di compiere qualcosa di sbagliato, ma questa inibizione si stempera nel constatare che il loro comportamento viene condiviso da altre persone e risulta particolarmente diffuso. Si tratta del meccanismo della conferma sociale abbondantemente studiato dai grandi psicologi sociali cominciando da Solomon Asch, passando a Stanley Milgram per finire con Robert Cialdini.                                
Si può fare qualcosa?                                                                                                                        
Ovunque si stanno alzando i toni. Sembra essere una gara a chi insulta di più, a chi minaccia meglio e con più originalità. Non ci si può quindi meravigliare se qualche squilibrato assume una di queste parole aggressive fuori di metafora trasformandola in coltellate, camion impazziti e proiettili sulla folla.
Occorre abbassare i toni. La democrazia rischia una grave crisi se i toni perdono le ragioni del normale dibattito anche acceso e diventano sistematico attacco personale.
La democrazia non è un videogioco, i morti non resuscitano e i danni possono diventare irreversibili. Occorre che chi dissente da questo pericoloso gioco al massacro avverta che la campana di un eventuale ultimo giro è ormai suonata.

Il punto di vista del Cpp, scritto da Daniele Novara (Luglio 2017)

Staff

Daniele Novara

Fondatore e direttore del CPP, pedagogista e autore

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