I bambini a scuola senza voti imparano di più

Daniele Novara spiega perché i voti numerici a scuola sono una scelta sbagliata.

Il ritorno ai voti numerici del 2009 è stata una scelta totalmente sbagliata dettata più da problemi politici che pedagogici. Ha riportato la scuola nel passato più remoto. Per giunta in totale controtendenza con l’Europa civile dove diversi Stati hanno scelto di rinunciare del tutto ai voti alla Scuola Primaria. L’abolizione dei voti alla Scuola Primaria è la scelta giusta per evitare un inutile stress in un’età che non ha bisogno di giudizi e valutazioni ansiogene data la plasticità del cervello infantile normalmente disponibilissimo all’apprendimento. In particolare, le valutazioni basate su risposta esatta/risposta sbagliata appaiono quelle più anacronistiche e senza alcun valore scientifico. Il problema non è quanto il bambino “sbaglia”, ma quanto aumentano le sue competenze rispetto ai propri personali punti di partenza che sono estremamente diversi. Basti pensare ai bambini di 1° elementare che possono avere anche un anno di differenza l'uno dall’altro che dal punto di vista psicoevolutivo è un’eternità.
Occorre abbandonare i vecchi metodi e puntare sulla valutazione evolutiva, ossia sul riconoscimento graduale dei progressi dell’alunno. Le Prove Invalsi hanno pertanto aggravato il quadro parossistico della valutazione scolastica introducendo una sorta di gara con tempi prestabiliti e con un’ansia da prestazione che non promette niente di buono. Particolarmente equivoco l’uso della Prova Invalsi nell’esame a fine della Scuola Secondaria di Primo Grado che ha creato solo interferenza nel processo di riconoscimento delle competenze. La scuola non è Rischiatutto e quando scimmiotta le trasmissioni televisive si mette in una logica che di scolastico, nel senso della comunità di apprendimento, non ha più nulla. Occorre una formazione alla valutazione evolutiva per garantire agli alunni e alle loro famiglie un servizio di qualità che sappia usare le nuove conoscenze scientifiche senza nostalgia del passato e senza confondere valutazione con mortificazione.

Staff

Daniele Novara

Fondatore e direttore del CPP, pedagogista e autore

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La valutazione evolutiva