Concorsone: non si assumono così gli insegnanti!

I Concorsi per i candidati alle cattedre nella Scuola Statale sanno di ammuffito e stantio, e non garantiscono certo la preparazione degli stessi ad affrontare la classe.

Si sta consumando in questi giorni il Concorsone per 165.578 candidati a 63.722 posti di docenza nella Scuola Statale italiana. Una modalità di  prova che se ne frega allegramente delle conoscenze acquisite sulla selezione del personale, proponendo ai futuri alunni una tipologia di insegnanti reclutati nientemeno che sulla base di risposte scritte a 8 domande di cui 2 in lingua straniera e una prova orale dove occorre simulare una lezione frontale di fronte ai Commissari. Già il tutto sa di vecchio e ammuffito (è lo stesso metodo che si usava a inizi Novecento!) ma che si pretenda anche la lezione frontale a chi andrà a lavorare nella Scuola dell’Infanzia getta davvero nello sconforto.
Quando finalmente si fermerà la macchina del tempo che ha preso in ostaggio negli ultimi anni la Scuola Statale a colpi di ritorno dei voti numerici, Prove Invalsi, medicalizzazione forzata degli alunni, sospensione della formazione in servizio ai docenti ed ora la chicca del Concorsone in perfetto stile old time?
O dobbiamo viceversa aspettarci altri reperti storici tipo il ritorno delle punizioni corporali per i bambini cattivi?                                                                                                              
Il Paese chiede al Governo una scuola all’altezza dei tempi, un’istituzione formativa di qualità che liberi le risorse dei bambini, dei ragazzi, dei giovani invece che mortificarle con metodi antiquati e inefficaci. Il minimo necessario sarebbe inserire almeno un test attitudinale.  Insegnare non è una professione qualsiasi. Non basta “amare i bambini” o “conoscere la materia”. Organizzare l’apprendimento di un gruppo classe significa disporre di una professionalità molto particolare e molto raffinata.
Saper rispondere a domande scritte o simulare una lezione non dà alcuna garanzia di professionalità. Anzi, il rischio che persone con gravi disturbi psichici possano superare le prove è realistico con gravi danni al sistema scolastico. L’insegnante padroneggia la gestione del gruppo classe, le relazioni con gli alunni difficili, la capacità di motivare l’apprendimento. Altro che saper rispondere a qualche domanda più o meno burocratica.                                                                                             
Se si continua su questa strada, aumenterà sempre più la sensazione di estraneità verso una Scuola che potrebbe essere una eccezionale occasione di riscatto del Paese, offrendo alle nuove generazioni quel quid in più che meritano e che viceversa si involve su se stessa e sul proprio passato senza darsi una nuova progettualità.

Il punto di vista del Cpp, scritto da Daniele Novara (Maggio 2016)

Staff

Daniele Novara

Fondatore e direttore del CPP, pedagogista e autore

< Indietro
Concorsone insegnanti