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6 agosto 1945 - 6 agosto 2015 No more Hiroshima

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6 agosto 1945 - 6 agosto 2015

No more Hiroshima


Sono passati settant’anni da quando l’umanità perse al sua innocenza. Da settant’anni facciamo i conti con la possibilità della catastrofe nucleare totale. Siamo come sospesi nell’incertezza permanente che la follia nucleare prevalga spazzando via la nostra civiltà.
Far finta che il problema sia archiviato nei testi di storia è la cosa peggiore. Basti pensare alla crisi fra Ucraina e Russia, gestita malissimo dalla Comunità Internazionale, in un contesto geopolitico con forte presenza di armi nucleari. Compaiono anche segnali positivi, come l’accordo con l’Iran, in attesa comunque della ratifica del Congresso americano. In generale appare poco rassicurante che al Governo di vari Stati nel mondo permangano politici con evidenti segni di psicolabilità.
Attualmente nel mondo si contano circa 18.000 testate nucleari, quasi tutte attive. Non c’è da stare allegri! Fare memoria di Hiroshima, tener viva la testimonianza, continuare a dichiarare il proprio dissenso e la propria indignazione: ecco cosa è urgente tornare a fare. Sperare che il profilo del fungo atomico sparisca senza il nostro impegno è un azzardo che può costare molto caro. Che il sacrificio di Hiroshima e Nagasaki continui a farci riflettere e che le
gru della pace realizzate dai bambini di Piacenza continuino a tener vivo un ricordo di resistenza e di speranza.


Daniele Novara, pedagogista, direttore del CPP, daniele.novara@cppp.it


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